Conferenza sulle ipoacusie al Rummo

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Scrive Angela Maffeo Grimaldi, presidente della locale sezione dell'Anmi: Questa volta l'AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) si occupa di "orecchio", o, meglio, delle sue patologie, acuendo l'attenzione sulla importanza di una diagnosi il più possibile precoce. Attraverso l’udito l’essere umano impara a parlare, assorbe i valori della cultura, riceve informazioni, messaggi emotivi, stabilisce rapporti sociali e per tutta la vita continua a sviluppare il proprio intelletto. Il termine“sordità” -nelle sue gradazioni- identifica una perdita di funzionalità importante, che comporta, molto spesso, problemi nello sviluppo del linguaggio, dell'apprendimento, della capacità relazionale. L’OMS, infatti, definisce il bambino ipoacusico come colui “la cui acuità uditiva non è sufficiente a permettergli di imparare la sua lingua, di partecipare alle normali attività della sua età, di seguire con profitto l’insegnamento scolastico”. Nel corso degli anni, poi, la perdita progressiva dell'udito (e l'interessato è l'ultimo a prenderne consapevolezza!) può solo peggiorare la qualità della vita stessa. Generalmente, la sordità è la conseguenza di patologie genetiche (50%) o di problemi prenatali (embriopatia o fetopatia). In una percentuale più bassa può essere la conseguenza di prematuranza o sofferenza perinatale (20%), oppure acquisita durante l’infanzia per cause infettive, tossiche traumatiche. In ogni caso, si può e si deve intervenire. Migliori saranno i risultati quanto anticipata sarà la diagnosi.

Dopo i saluti della Maffeo, conferenza sulla diagnosi neonatale delle ipoacusie di Luigi Califano, dirigente ospedaliero dei reparti di Foniatria e Audiologia dell'A.O. Gaetano Rummo, alle 15,30 di venerdì 13 ottobre presso il detto nosocomio, Area Congressuale Maria Santissima delle Grazie, Palazzo degli Uffici Amministrativi, Via dell'Angelo, 1. Benevento.