Dopo 4 anni di indagini assolti con formula 'perché il fatto non sussiste" l'ex assessore Scarinzi e altri 3 imputati

- Cronaca IlVaglio.it

Sono stati assolti dal Tribunale di Benevento (presidente Fallarino, giudici a latere Rotili e Telaro), con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, il consigliere comunale di Forza Italia Luigi Scarinzi e altri tre imputati, indagati per anni dalla Procura di Benevento. Con Scarinzi, all’epoca dei fatti (2010-2012) assessore del PD ai servizi sociali, assolti con la stessa forimula piena, anche Annamaria Villanacci dirigente del medesimo settore comunale, Giovanni Musco dipendente di una cooperativa, e Angelo Piteo legale rappresentante della cooperativa sociale Modisan.

I quattro furono rinviati a giudizio, dal Gup Roberto Melone, tre anni fa il 16 dicembre 2016 (clicca e leggi l’articolo del Vaglio.it) accusati a vario titolo di abuso d'ufficio e falso; per la Procura avrebbero fatto concedere, illegalmente, delle sovvenzioni economiche dal Comune, facendo falsamente credere che i destinatari si trovassero in uno stato di indigenza che non esisteva o non era tale da poter precedere altri potenziali destinatari. La Procura aveva individuato 14 destinatari di tali contributi in familiari e componenti del gruppo Sparandeo, attivo a Benevento, o comunque pregiudicati a esso contigui o riconducibili. Scarinzi, per la Procura, avrebbe agito in tal modo anche al fine di ricevere, in cambio dei favori elargiti, voti nelle elezioni amministrative. A Scarinzi, a Villanacci e Piteo contestato l’abuso d'ufficio per l'affidamento alla Modisan dei servizi di pulizia e igiene al cimitero.

Per la pubblica accusa, insomma, Scarinzi, Villanacci e Musco avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale ai destinatari dei contributi economici del Comune (clicca e leggi sul Vaglio.it l’articolo sulla richiesta di rinvio a giudizio dell’agosto 2016). Due sostituti procuratori beneventani si sono occupati delle indagini inizialmente Giovanni Tartaglia Polcini e poi Giacomo Iannella (successivamente sono andati a lavorare in altre sedi). L'inchiesta è stata anche materia di indagine per Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli prima di essere rimandata alla Procura di Benevento non essendo risultati gli estremi per la più grave competenza napoletana.

A sostenere in ultimo l’accusa in dibattimento è stato il sostituto procuratore Francesco Sansobrino. Ebbene, in ultimo la Procura ha chiesto la condanna a un anno e due mesi, per abuso d'ufficio, di Scarinzi, Villanacci e Musco. Ma, dopo tanti anni dall’inizio dell’indagine e dell’ottenuto rinvio a giudizio, ha pure chiesto per questi tre imputati l’assoluzione per l’imputazione di falso. Non solo, la Procura ha chiesto anche l'assoluzione per Scarinzi per l'ipotizzato occultamento dei documenti, nonché come detto l’assoluzione con formula piena (il fatto non sussiste) per il capitolo del cimitero per i citati tre imputati (Piteo, Villanacci, Scarinzi).
il consigliere comunale Luigi Scarinzi ha annunciato per domattina alle 11 un conferenza stampa in merito alla sentenza.