Indagata Paola Galeone, alla guida per 4 anni della Prefettura di Benevento fino al 2018

- Cronaca IlVaglio.it
Paola Galeone con il sindaco di Benevento durante la cena in bianco - 6 settembre 2016
Paola Galeone con il sindaco di Benevento durante la cena in bianco - 6 settembre 2016

La Gazzetta del Sud ha dato notizia che la prefetta di Cosenza, Paola Galeone, è indagata. Nell'articolo è scritto che avrebbe indebitamente ricevuto 700 euro da un'imprenditrice. Galeone, com'è noto, è stata alla guida della Prefettura di Benevento per 4 anni, dal 2014 al 2018 e, tra l'altro, nel Sannio era giunta in sostituzione del predecessore alla guida del Palazzo del Governo che pure aveva dovuto far fronte a gravi noie giudiziarie. Ma torniamo all'oggi e in Calabria.

Ricordando che si è solo nella fase iniziale delle indagini e che quindi non si possono esprimere giudizi definitivi su quanto riportato dal giornale, esistendo per tutti la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, per ora, stando a quanto riportato dal quotidiano calabrese, sarebbe stata videoripresa dal personale della Squadra mobile di Cosenza, in un bar di quella città, la consegna - da parte di una locale imprenditrice alla Galeone - di una busta contenente denaro: 700 euro. La prefetta, sempre stando al giornale, avrebbe chiesto alla sua accusatrice di emettere una fattura fittizia per 1.220 euro per intascare la parte del fondo di rappresentanza accordato ai singoli prefetti rimasta disponibile alla fine dell'anno. Questa sarebbe stata la divisione proposta: 700 euro alla prefetta e 500 all'imprenditrice. La Squadra Mobile cosentina avrebbe anche registrato la conversazione nel bar tra le due donne.

In merito, in un altro articolo, 'la Repubblica' ha poi aggiunto: "Una mazzetta in tutto e per tutto, da consegnare in un luogo pubblico, un bar di Cosenza, ovviamente in contanti. Perplessa e indignata, la donna ha solo finto di accettare la richiesta di Galeone, ma si è subito presentata in Questura per denunciare l'accaduto. Insieme agli uomini della Mobile e con il coordinamento della procura di Cosenza, diretta dal procuratore capo Vincenzo Spagnuolo, l'imprenditrice ha organizzato lo scambio in modo da poter documentare il tutto. Con addosso un registratore nascosto, si è presentata all'appuntamento e ha consegnato al prefetto una busta piena di fotocopie di banconote. Ma all'uscita del bar Galeone ha trovato gli uomini della Mobile, che nella sua borsa hanno trovato la mazzetta che ha incastrato il prefetto. Per lei adesso l'accusa è di concussione - l'imprenditrice è infatti solo vittima e non partecipe del reato - ma le indagini a suo carico sono solo all'inizio. Secondo indiscrezioni, inquirenti e investigatori hanno intenzione di approfondire per capire se si tratti di un unico episodio o di un'illecita abitudine".

Per 'Il Fatto Quotidiano' invece "i pm, però, hanno contestato alla prefetta il reato previsto dall’articolo 319 quater del codice penale, cioè l’induzione indebita a dare o promettere utilità, punita con la reclusione da sei anni a dieci anni e sei mesi. La concussione può essere punita invece con una pena che arriva a dodici anni di carcere".


Quando Galeone ha lasciato la sede di Benevento, note di grandi lodi le sono giunte dai massimi esponenti sanniti dei principali sindacati e della politica. Il 16 giugno è stato anche organizzato un concerto del Brass Eventum Ensemble del Conservatorio Musicale cittadino “Nicola Sala”. Sono intervenuti a salutarla le massime cariche politiche, militari, istituzionali e religiose di Benevento e del Sannio. Galeone nel suo periodo beneventano non ha rinunciato a partecipare a manifestazioni non proprio istituzionali come la Notte in bianco organizzata al Corso Garibaldi durante una edizione del festival Città Spettacolo.

Ma il suo quadriennio nel Sannio non è stato celebrato da tutti. In particolare, al momento del suo addio a Benevento, alcune domande polemiche le furono poste da Gabriele Corona, presidente dell’associazione ambientalista e contro il malaffare Altrabenevento (leggi). Anche il direttore del Vaglio.it ebbe, in precedenza, a scrivere un articolo critico su una sortita della prefetta la quale, irritualmente, invitava i direttori dei giornali sanniti a compiere puntualmente il loro dovere di denuncia (leggi).