La scoperta improvvisa e l’effimera crociata contro l’alcol venduto ai minori, con battimani e distinguo al seguito

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E per restare ai titoli dei media, l’ultima “crociata” di Clemente ‘Indiana Jones’ Mastella è contro la vendita di alcolici ai minorenni. Tolleranza zero, come si suol dire, ed è stato infatti detto e scritto, con punto di partenza un classico post sul profilo social del sindaco ripreso dagli organi di informazione: “Ho dato incarico alla polizia locale di effettuare controlli rigorosi affinché siano sanzionati gli esercenti che, per pura logica economica, concedono liquori e bibite alcoliche ai ragazzi minorenni. Il rischio nella notte, come testimoniano i drammi degli ultimi giorni, richiedono (sic, Ndr) controlli efficaci e severi”. Commenti in calce naturalmente a tono e sostegno (“…saggia ed oculata iniziativa”, citando): chi potrebbe mai dissentire?

Intanto, è il caso di aprire i cassetti della memoria a breve termine e, magari, tirar fuori qualche ricordo mediatico. Come quello dello scorso mese di ottobre 2019, quando su “movida violenta, alcol e minorenni” sono intervenuti consiglieri non distanti (più o meno…) dal sindaco come Sguera, Paglia e Scarinzi, del Patto Civico: “…la frequenza che sta assumendo il fenomeno impone una riflessione seria…”, eccetera (Ottopagine); si è materializzato, su sollecito di Vittoria Principe, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Campania, Giuseppe Scialla: “…raccogliamo come Ufficio il grido di allarme sulla questione che parte negli ultimi giorni dalla città di Benevento…” (Ntr24); si è letto un interessante servizio sul… campo (Anteprima 24): “…Di controlli neanche l’ombra, tanto che i ragazzi, per la maggior parte minorenni, hanno potuto tranquillamente accedere nei locali, prelevare la propria bevanda, il più delle volte a base alcolica, e uscire e chiacchierare…”.

Breve inciso: oltre 40 anni fa ci fu – con l’Estate Romana - una sorta di battesimo ufficiale della “cultura dell’effimero”, e nulla si è dimostrato più tenace nel tempo dello spettacolo d’eventi in spazi architettonici culle di storia e contestualmente futuro. Oggi, eliminando come è ovvio la cultura, è l’effimero quel che conta, sotto forma di una modalità di comunicazione fatta di poche battute su una tastiera che serve ad accendere contenuti a mo’ di fiammifero svedese per incendiare l’animo degli incauti lettori, cogliere l’utilità del momento per poi spegnersi in fretta.

Così, nella consapevolezza che comunque ben di rado si è potuto osservare un esercente che non persegua “una pura logica economica”, la connessione fra alcol e minorenni è quantomeno datata nel tempo, qui in città: il che sta a dirci che – se ci ritroviamo ancora i toni da crociata - ci si doveva muovere prima e non lo si è fatto (paradossale, in tal senso quanto dichiarato dal Comandante dei Vigili urbani, Bosco: “Attueremo da venerdì quanto indicatoci dal sindaco”). In più, c’è che tale rigorosa “intemerata via social” nasce sull’onda emotiva suscitata dalle ingiuste e precoci morti a seguito di incidenti sulle strade (“…il rischio nella notte, come testimoniano i drammi degli ultimi giorni”, così Mastella al Mattino), e in teoria i minorenni non hanno la patente né l’auto, piuttosto che come il frutto della cultura della prevenzione, educazione, rispetto condiviso delle regole. Così va, fugacemente, la (mo)vita: di emozione in emozione.

PS: tutto ciò per tacere dell'altra campana, i cui rintocchi sono stati avvertiti dopo il galeotto post.

Intervistato da Ottopagine, il presidente di Confcommercio si è così espresso, e non appaia incredibile: “Occorrono i controlli ma devono essere messi in atto senza danneggiare l'attività commerciale o il titolare a cui magari sfugge qualcosa. Ricordiamo, infatti, che a volte può capitare di non capire (sopratutto per i più grandi) che si tratta di minori ed è difficile, nel momento della vendita, chiedere di mostrare i documenti”. Come sempre Manzoni ha già detto tutto: adelante, con juicio.

Infine, ecco – affidata ad una nota stampa - la voce (inorridita!) di una costituenda associazione dei commercianti le cui circonvoluzioni d'avvio servono, mascherando tema e nomi, a lanciare strali d'avvertimento: “Poiché leggiamo post sui social che artatamente mettono in relazione il giusto monito del Sindaco con la presenza dei locali nel centro storico, preannunciamo che adiremo le vie legali verso coloro che in maniera arbitraria e fantasiosa metteranno in discussione la credibilità delle nostre attività. Invitiamo altresì l’Ente a sensibilizzare tutti gli esercenti che vendono alcolici (bar, supermercati, discoteche) al rispetto della norma”. Sembra proprio il Cirano - di Guccini –, ma con una involontaria ironia: “Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un'arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;”, e quindi: “non perdono e tocco”.