Benevento - Inquinamento, polemica fra Comune e Cittadini in Bicicletta

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L'antefatto è rappresentato da quanto ha 'postato', l'8 gennaio, sul suo profilo social il sindaco di Benevento Mastella. Che appunto scrive: "Smog e salute. Ricevo rimproveri ingiusti ogni volta che in alcune domeniche chiudo al traffico parte della città. Ma lo sanno questi brontoloni ideologici che ogni anno in Italia muoiono 100 persone al giorno, 34 mila all’anno. Siamo il primo Paese per decessi da biossido di azoto, uno dei veleni che veicoli e caldaie mescolano “silenziosamente” ai 10 mila litri di aria che inaliamo ogni giorno. Rischi per i polmoni e per il cuore. Danni anche al cervello. Il rischio di tumori è elevato. Questo soprattutto per bambini ed anziani. Ho il dovere di prevenire tutto questo. Il killer dell’aria inquinata è terribile. Che si cammini un po’ a piedi non è male. Io tutelerò la salute dei miei concittadini. Gli interessi anche legittimi vengono dopo. Non mi fermo. Ora bisognerà mettere mano a tutto ciò che produce danno alle persone".

Ad esso replica, con una nota diffusa alla stampa, il Comitato Cittadini in Bicicletta. Eccola: "Avete letto l'ultimo post del sindaco Mastella? Dice che lui vuole difendere la città dall'inquinamento atmosferico. Lui. Lui che ha vietato l'uso della bicicletta nell'unico luogo del centro urbano dove è consentito per legge, ovvero in un'area pedonale. Lui che ha detto che chi usa la bici lo fa per spacciare la droga. Lui che ha ridotto l'area pedonale di Piazza Castello per far posto a 10 automobili. Lui che ha ordinato ai vigili urbani di fare le multe a chi usa la bicicletta per andare al lavoro. Lui che non ha mai risposto alle mille firme di beneventani che chiedevano di limitare il divieto sul Corso Garibaldi ai giorni festivi e prefestivi, per garantire a chi usa la bici per andare al lavoro di poter circolare nell'area pedonale, senza dover rischiare la vita lungo le trafficatissime strade cittadine. Lui che ha fatto della criminalizzazione dell'uso della bici il suo principale cavallo di battaglia politico. Lui che aveva scritto nel suo programma elettorale che avrebbe reso Benevento "interamente ciclabile" per poi demonizzare la bicicletta. Lui. Proprio lui. Come se non bastasse qualche giorno fa ci è capitato di leggere le lamentele del capo dei vigili urbani, fedele sostenitore della guerra alle biciclette, il quale si lamentava del fatto che chi usa l'automobile è indisciplinato. A suo dire se in città c'è traffico e caos è colpa dei cittadini che usano troppo l'automobile. Sono giorni che ridiamo a crepapelle. Chissà forse si sta accorgendo di aver sbagliato nemico. Ci dispiace per lui ma non vincerà mai la guerra contro le automobili se prima non smette di fare la guerra alle biciclette. Come dicevano gli antichi, "chi è causa del suo MALE, deve piangere Sè Stesso". Noi continuiamo ad invitare i beneventani ad usare la bici, anche e soprattutto nell'area pedonale, rispettando il limite di 10 km/h e rispettando i pedoni, che sono i nostri principali alleati nella lotta contro l'inquinamento atmosferico, Perchè noi che usiamo la bici ogni giorno, la lotta all'inquinamento atmosferico la facciamo sul serio, ogni giorno. E continueremo a farlo NONOSTANTE ci siano persone come Clemente Mastella e Bosco Fioravante che fanno di tutto per impedircelo".

Chiude la fila la controreplica, affidata all'assessore all'Urbanistica Antonio Reale. La sua nota recita così: "Quella del Comitato Cittadini in Bicicletta è una polemica senza capo né coda. La chiusura al passaggio delle bici riguarda unicamente il Corso Garibaldi, e cioè un km di strada, dove il transito è già interdetto alle automobili. L’amministrazione ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini e di garantire la sicurezza di tutti, in particolare di bambini ed anziani, la cui incolumità può purtroppo oggettivamente essere messa a repentaglio da mezzi che viaggiano a velocità elevate come le bici a pedalata assistita”.