Era già tutto previsto... Non sorprende la rottura dei rapporti ai vertici della Provincia di Benevento

- Opinioni IlVaglio.it
Antonio Di Maria
Antonio Di Maria

Si legge con chiaro interesse quanto viene fuori dal vaso di Pandora della discordia che è, in questo particolare momento (micro)storico, la Provincia di Benevento: ora s'aggiunge “un vero e proprio siluramento. I rapporti tra il presidente della Provincia Antonio Di Maria e il segretario generale dell’Ente Franco Nardone si chiudono nella maniera più drastica possibile”, scrive Anteprima24. Siamo, insomma, al sipario perché l'Ente, attraverso il Presidente, guarda alla cessazione anticipata del rapporto con il Segretario generale: questione di fiducia venuta meno, per farla molto breve.

Sorprende la sorpresa, ovviamente. Quando una squadra di calcio schiera come titolare un certo stopper e poi al mercato invernale decide di acquisire le prestazione di un altro stopper con medesime caratteristiche tecniche e di... titolarità, ebbene: o ha deciso di rivoluzionare addirittura il suo assetto tattico snaturandosi con una difesa che propone 'doppioni', oppure ha pensato bene di giocare con un titolare differente.

E dunque: se il 24 ottobre 2019, di pomeriggio, il caudino Nicola Boccalone, già assessore e vicesindaco e city manager del comune di Benevento, o direttore generale dell'azienda ospedaliera Rummo, o amministratore della società Irpiniambiente, firma un contratto con il presidente della Rocca Antonio Di Maria, operando per un’amministrazione mastelliana dopo esperienze politico/tecniche di altra ascendenza e assumendo l'incarico di 'direttore generale', non è che s'aprano le cateratte del dialogo conciliante ai vertici amministrativi dell'ente.

Di conseguenza “l’impossibilità di proseguire” nel “fattivo rapporto di collaborazione che deve caratterizzare la nostra convivenza personale e professionale” evocata da Di Maria nella richiesta a Nardone va ascritta, da calendario, non ai giorni nostri ma ad un passato che, per quanto recente, conteneva i germi di una convivenza forzata.