Maglione sulla crisi alla Provincia di Benevento ovvero il candore che suscita emozione...

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Pasquale Maglione
Pasquale Maglione

In una variante regionale (Toscana) si potrebbe declinare così: ‘cencio dice male di straccio’. Il detto proverbiale fotografa, con la consueta, riconoscibile saggezza popolare, dunque meglio di qualsiasi nota stampa, la visita del parlamentare caudino a Cinque Stelle Pasquale Maglione in Prefettura, a Benevento. Dove coglie l'occasione per porre sotto la lente d'ingrandimento del suo interesse politico locale – invero non tanto frequente – le recenti baruffe alla Provincia (leggi, ad esempio, sul Vaglio.it), approdando alla decisiva decisione di far intervenire il Parlamento attraverso un atto di sindacato ispettivo che dovrebbe permettere di verificare “presunte anomalie tecniche e amministrative sulla variazione di bilancio e dell’elenco di opere pubbliche” (si legge su Anteprima 24).

E' più ovvio, invece, che la visita istituzionale abbia rivestito un carattere strettamente politico funzionale alla propria parte, visti gli attacchi a Di Maria (“Sta dimostrando di non essere in grado di essere Presidente”) e, in un orizzonte più ampio, al sindaco Mastella (“Di Maria non ha più una maggioranza ma non può essere sfiduciato. Dietro Di Maria c'è un'amministrazione comunale che si riflette a livello provinciale che sta manifestando l'incapacità amministrativa e politica”, si legge su Ottopagine).

Ora: a parte la involontaria battuta sulle pieghe incongrue della Legge Del Rio intervenuta in forma d'aborto a modificare le modalità d'elezione alla Provincia (“Va rivisto il sistema di votazione fino a quando le Province saranno previste dalla Costituzione. Va rivisto il processo elettivo dei presidenti di Provincia”), dimentico Maglione d'essere un deputato della Repubblica e dunque un legislatore, fa specie la professione d'indipendenza e la linearità politica che egli evidentemente assume su di sé con un candore che desta emozione.

Ma è probabile che ciò accade perché il deputato non ha rimosso dal suo inconscio l'essere esponente di un MoVimento di lotta (con chiunque e in qualunque posizione di responsabilità) e di governo (pure con chiunque).