La 'capitale della cultura' ed i problemi di partecipazione precoce del Comune di Benevento

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Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

La cultura torna al centro dell'interesse politico a Benevento. Lo fa da un punto di partenza nei fatti rivelatosi improvvido ma foriero di successive, articolatissime notizie e riflessioni. Dunque, spetta a Marcellino Aversano, consigliere comunale in movimento nelle collocazioni a Palazzo Mosti (ora col neonato Patto Civico), l'aver gettato il sasso nello stagno attraverso una nota diffusa alla stampa in cui lamentava che “ Benevento ha scelto di non partecipare” al bando Mibact per individuare la Capitale Italiana della Cultura 2021: “Per quanto ci riguarda, si tratta di un errore”, la sentenza del consigliere.

E’ stato rintuzzato da un profluvio di parole dell'assessora alla Cultura del comune cittadino, Rossella Del Prete (leggi sul Vaglio), più che lesta nel cogliere in fallo Aversano: la città non poteva proprio concorrere semplicemente perché... era esclusa per una norma del Bando stesso, avendo preso parte alla selezione per l'anno 2020.

Poi Del Prete ha colto l'occasione per un po' di autopromozione istituzionale portando a conoscenza di lettori e opinione pubblica l'immane attivismo dell'assessorato “nell'ultimo anno” e tenuto a chiarire, riguardo la (bocciata) partecipazione al Bando Mibact per il 2020, che l'apposita “domanda, corredata del richiesto 'dossier', fu inviata dall’Ufficio Cultura nel settembre 2017” e comunque fu il frutto “di un progetto molto, troppo, complesso che avrebbe richiesto ben altri tempi di lavoro e ben altre collaborazioni”.

Insomma, Del Prete, investita della carica d'assessora il 22 luglio 2017, pur mancando di rivangare che cadde in capo all'amministrazione Mastella la gestione della vicenda, valuta a posteriori lo sforzo prodotto come troppo 'precoce'... mentre – allora – il suo predecessore, Oberdan Picucci, dichiarava come “nonostante la competizione sia estremamente difficile, Benevento ha tutte le potenzialità per concorrere da protagonista e l’impegno dell’Amministrazione è quello di valorizzare l’immenso patrimonio presente in città” (26 maggio 2017).

Morale: si poteva soprassedere, far maturare i tempi, raggiungere con la concertazione il grado di complessità richiesto. Ma tutto ciò non avrebbe favorito interesse pubblico e titoli di stampa e di merito: la Giunta Comunale a guida Mastella era insediata da un anno appena, la luna di miele doveva continuare.