Mosè Principe: le parole di Mastella sono il ruggito di una 'tigre di carta'

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Scrive il segretario regionale del Movimento di “Cittadini Protagonisti” Claudio Mosè Principe: Leggo dagli organi di stampa le dichiarazioni del Sindaco Mastella che, dopo la visita all’Unisannio del Presidente della Repubblica Mattarella il prossimo 28 gennaio, valuterà se proseguire la sua avventura amministrativa o interromperla. Il principale motivo del malessere del Sindaco Mastella si ricondurrebbe alla eccessiva frammentazione dei gruppi in Consiglio Comunale. Forse egli dimentica di essere il capo della coalizione e che è lui a determinare le sorti del Comune di Benevento: se oggi registra queste numerose defezioni, vuol dire che qualche errore l’avrà pur commesso. Inoltre non mi risulta che qualcuno abbia mai ricattato Mastella, tanto meno i consiglieri abbiano mai chiesto qualcosa. Fino a prova contraria, Feleppa ha rimesso le deleghe e non ha chiesto altro. E quelle assegnate a Puzio, consigliere stimato e preparato, sono state assegnate da Mastella di sua spontanea volontà. Quindi altro che ricatti, ma solo dei distinguo, per meglio espletare i ruoli che i cittadini hanno assegnato a ciascun consigliere.

Non bisogna dimenticare che fino ad oggi Mastella si è distinto per scelte che hanno determinato non poche lacerazioni nel tessuto sociale. Il primo a soccombere fu inopinatamente l’assessore Giorgione, per un post con il quale attaccava Renzi e la moglie. Fu poi la volta dell’assessora Amina Ingaldi, estromessa per divergenze di vedute con lo stesso sindaco. Fu poi la volta dell’abbandono del vice sindaco Erminia Mazzoni – già consigliere regionale, deputata al parlamento nazionale ed europeo e Vice segretaria del partito di Casini - a cui Mastella comunicò di avere chiuso l’accordo elettorale con FI per le lezioni politiche per una candidatura, per cui la sua presenza in giunta – per motivi di visioni politiche diverse - non era più funzionale. In ultimo c’è stato l’abbandono dell’assessore al verde Vincenzo Russi e l’apertura di Mastella a vari soggetti che hanno assunto cariche di responsabilità per l’amministrazione comunale, che alla tornata delle elezioni per il sindaco del 2016 erano posizionati sull’altro fronte e addirittura ispiratori di liste di opposizione. Mi riferisco a Luigi Barone, Gennaro Santamaria e Rossella Del Prete.

Da questa ampia valutazione del quadro complessivo determinatosi in questi anni, si deduce chiaramente che il sindaco Mastella è stato più avvezzo alle questioni politiche e molto meno alla risoluzione delle vicende comunali. E’ infatti notorio a tutti il significativo atto politico di far candidare ed eleggere la moglie al Senato della Repubblica nelle ultime elezioni al Parlamento. Successivamente Mastella si è dedicato con un severo impegno nel tentativo di proporsi come candidato alla Presidenza della Regione Campania, senza essere conscio di non avere alle spalle né la forza politica, né le attitudini, né tantomeno i numeri, per ambire a ricoprire un così importante e delicato ruolo. Per raggiungere questo miraggio ha cominciato a frequentare a più non posso i vari studi televisivi nazionali e ad intervenire sulle testate nazionali. Tuttavia le ultime dichiarazioni minacciose di queste ore, che hanno riempito le pagine dei media e dei social, sembrano assomigliare più ad un ruggito di una tigre di carta che ad una zampata di un vecchio leone. Anche perché spesso sbandiera che il Comune di Benevento è Centrodestra. Non a caso non ci sono né consiglieri né assessori di Fratelli d’Italia ed addirittura l’unico esponente della Lega è all’opposizione. Per cui di centrodestra c’è ben poco: la verità è che il comune è di fatto solo “Mastelliano”. Per quanto riguarda poi Forza Italia, in Campania rappresenta una componente marginale di una Coalizione, dove la fanno da padroni Salvini e la Meloni.

Ma tornando al Comune di Benevento, non si riesce a comprende quando e chi abbia mai chiesto le dimissioni del sindaco Mastella. E’ del tutto evidente che dietro le sue dichiarazioni ci sono valutazioni di opportunità politiche: tra un anno e mezzo, allo scadere del mandato sindacale, egli sa che resterà isolato, per cui oggi cerca di anticipare il voto nel tentativo di sottrarsi alle prossime decisive scadenze amministrative e rilancia la sua figura sperando di farsi rieleggere da sindaco per altri 5 anni. Un miraggio! Per quanto attiene, in conclusione, le dichiarazioni dei Lepore e De Pierro, resto allibito dalle loro parole, visto che da anni sono all’opposizione di Mastella, ma sino ad oggi i cittadini non si sono accorti di grandi atti di opposizione. Rimangono tuttavia delle persone perbene, con i quali siamo disposti a dialogare se davvero hanno a cuore i temi che interessano i cittadini.