A proposito dei tanti esperti di riferimento per la neonata esperienza di Civico 22 a Benevento

- Opinioni IlVaglio.it

Dal già antagonista all’ex uomo politico e amministratore pubblico, di carica recente o meno, al professionista. E con una maggioranza di docenti universitari. Lo stuolo di esperti di riferimento a Benevento di Civico22 e del suo progetto d’etimo anglofono, la mission elaborata sui position papers, fa impressione: una garanzia, di certo. Una élite culturale e sociale che ha risposto all’appello dei fondatori del “luogo” di democrazia partecipata per tracciare l’ambiziosa via del riconoscimento politico - ancora non dichiarato tale - ovviamente da lastricare di buone pratiche in vista del rinnovo del parlamentino beneventano con le elezioni amministrative del 2021 (se non prima...).

Quelle che - nelle intenzioni - dovrebbero archiviare l’esperienza Mastella, bocciare le eredità dirette o autoproclamate, ridimensionare l’ex baldanzoso spontaneismo dall’incazzata facile, superare la logica partitica dell’immobilismo nelle idee e nel ricambio, arginare o contenere la deriva destrorsa.

Anche se un tale trust di cervelli all’opera tutt’assieme corre il rischio di erigere (abbondano ingegneri e architetti nel corposo elenco) la città perfetta, in cui l’armonia del paesaggio si coniughi con l’orgoglio del capoluogo rigenerato da una qualità della vita oltremodo accettabile che s’esprime attraverso anche un virtuoso contesto economico (non mancano gli economisti, in proposito). Insomma, una città a misura di elettore che dovrà, poi, misurarsi con l’operatività possibile dell’eletto.