Storia minima e semiseria di Mastella e dei suoi consiglieri comunali traditori. E Benevento rinascerà più bella e più superba che pria…

- Opinioni di Carlo Panella
Marlon Brando nella celebre scena dello shakespeariano monologo di Marco Antonio
Marlon Brando nella celebre scena dello shakespeariano monologo di Marco Antonio

“I traditori tramano contro di me ed io fino all’ultimo giorno lavoro per la nostra Benevento”. Questo tra l’altro ha scritto in queste ore di sé il tradito sindaco Clemente Mastella. Una delle tante dichiarazioni contro una parte della sua maggioranza in Consiglio Comunale. Annuncia dimissioni il sindaco con toni epici, troppo per la recente storia minima di Benevento! E allora perché non credere al suo annuncio? Anzi, perché non seguirlo nell’epica, immaginando un redivivo Marco Antonio shakespeariano a tenere un’orazione in onore del tradito?
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“Amici, Beneventani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a raccontare Mastella, non a lodarlo.
Il sindaco Mastella vi ha detto che si dimetterà. Ora io non l’ho mai votato ma se lui l’ha detto lo farà poiché è uomo d’onore. Il sindaco è stato ambizioso? Se lo è stato, fu grave difetto: e gravemente ne ha pagato il fio.

Io vengo a parlarvi di Mastella e se lui afferma che è circondato da traditori ambiziosi va creduto, perché il sindaco è uomo d’onore. Sì, è vero che per anni ha potuto amministrare grazie proprio a quei suoi consiglieri e un sindaco avrebbe dovuto avere una scorza più dura e accorgersene per tempo. E tuttavia sostiene Mastella che questi ora sono traditori e il sindaco è uomo d’onore.

Sì, è anche vero che da me e qui da altri avete ascoltato tante volte critiche a lui e ai suoi, avete sentito lamentarmi sbigottito di come Benevento abbia mai potuto dargli “la corona di sindaco”. E tuttavia, se il sindaco afferma che i suoi ambiziosi consiglieri sono traditori va creduto, perché Mastella, voi lo sapete, è uomo d’onore.

Io non vengo qui a smentire il sindaco, ma soltanto a riferirvi quello che io so.

Ebbene, voi che amaste Mastella un tempo, ora che si dimetterà, vorreste piangere? Soltanto fino a ieri la sua parola descriveva un meraviglioso mondo di realizzazioni a Benevento ma ora si dimette, va via un anno e mezzo prima del dovuto. Com’è possibile?

Signori, se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira farei torto a Mastella e agli altri uomini d’onore in questione. No, no. Non farò a tutti loro un tal torto.

E tuttavia io ho con me una pergamena con il suo programma elettorale. Ebbene, se il popolo conoscesse questo programma… Ma no, meglio per voi ignorarlo ancora, meglio non sapere ciò che lui avrebbe voluto farvi… Non siete di legno, non siete di pietra, ma uomini ed essendo uomini, e udendo il programma, esso v’infiammerebbe, vi farebbe impazzire: è bene che non sappiate, ché, se lo sapeste, oh, che ne seguirebbe!

E allora qui, tutti voi, suoi elettori intorno a questo dimissionario, se avete lacrime, preparatevi a versarle. Lui ha resistito inizialmente ai suoi “pugnalatori” ma poi la sua pazienza si è spezzata ed è caduto. O voi suoi elettori, concittadini, tutti ora siete caduti, mentre in Consiglio sgretolamento e tradimento fiorivano.

Che… ah… adesso piangete? Senza aver visto le ferite inferte dai suoi traditori? Guardate, Mastella stesso lacerato dai traditori…

Buoni amici, dolci amici, che io non vi sproni a così subitanea ondata di ribellione. Tutti coloro che han commesso queste azioni per tre anni e mezzo sono uomini d’onore; quali private cause di rancore poi essi abbiano avuto, ahimè, io ignoro; essi sono saggi e uomini d’onore, e, senza dubbio, con ragioni vi risponderanno.

Non sono un oratore com’e il sindaco; bensì, quale tutti mi conoscete, un uomo semplice e franco, perché io non ho la facondia, né l’abilità, né il gesto, né l’accento, né la potenza di parola per scaldare il sangue degli elettori: io non parlo che alla buona; vi dico ciò che voi stessi sapete; ma se Mastella fosse me allora vi sarebbe uno che sommoverebbe gli animi vostri così da spingere le pietre di Benevento a insorgere e ribellarsi.

E, ancor più sicuramente, lui subito vi spingerebbe (vi spingerà…) a votarlo di nuovo, perché le dimissioni le darà, ma per tornare a fare il Cesare.
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(“E domani Benevento rinascerà più bella e più superba che pria! “. “Bravo!” “Grazie!”).