Così parlò Mastella... E' serio, si dimetterà e andremo a votare. Mica siamo in 'Bellavista' ...

- Opinioni di Carlo Panella
Luciano De Crescenzo 'Bellavista' nella scena dell'ascensore bloccato
Luciano De Crescenzo 'Bellavista' nella scena dell'ascensore bloccato

“ ’A libertà, ‘a libertà: pure ‘o pappavallo l’adda pruva’ !”. Parafrasando uno dei più noti 'pensieri poetici' del mondo di Bellavista e spostandoci dalla costiera Napoli nell’interno Sannio, invece per non pochi dovremmo dire: ‘A serietà, a serietà: pure Benevient’ l’adda pruva’ !”.

Infatti, qui da noi, in questi giorni, si scrive e si dice con disinvoltura, a onta d’ogni minima forma di serietà, che le strombazzate dimissioni da sindaco di Mastella - con suo annesso annuncio di ricandidatura per le nuove elezioni comunali in primavera - potrebbero essere poi ritirate, come se niente fosse stato.

Un’ipotesi che porterebbe la scena politica cittadina in una delle più modeste farse, ma che intanto viene posta con scioltezza, ancor prima che il sindaco formalizzi l’addio nel giorno da lui indicato: il 2 febbraio.

La serietà (da Treccani) è la qualità di chi “ha o rivela impegno, ponderatezza, attenta considerazione, pacata gravità, comunque un atteggiamento opposto o lontano da qualunque scherzo e ilarità”.

Quando una persona, una qualunque, è seria se e quando comunica pesa la parole e soprattutto vi tiene fede. A maggior ragione se esercita una pubblica funzione e ancor più se compie un atto ufficiale coinvolgendo l’istituzione che rappresenta.

E infatti (sempre da Treccani) serio è chi “ha e riflette un’abituale rettitudine, capacità e volontà di assolvere i proprî doveri e gli impegni assunti”. Se uno, quindi, ripetutamente dichiara che non farà più il sindaco e che ci saranno nuove elezioni comunali, e lo fa pure a margine della venuta del Presidente della Repubblica a Benevento, da persona seria non potrà che assolvere all’impegno assunto.

Perché (Treccani aggiunge) che è serio ciò che “riveste particolare importanza e validità e comporta quindi impegno e responsabilità". E qui ha parlato un sindaco che farà sciogliere con più di un anno di anticipo una consiliatura (perché ha verificato che non ci sono più le condizioni per continuare) e che ha avvisato il corpo elettorale di tenersi pronto a votare in primavera: tutte cose massimamente importanti.

E allora, proprio da queste colonne dalle quali non sono mai mancate critiche a Mastella, stavolta tocca difenderlo: non potrà essere capace di tale pochezza di serietà. Chi solo lo ipotizza, quindi, manca del minimo rispetto dovuto.

Ne abbiamo già scritto qui in maniera semiseria, chiosando il celebre discorso del Marco Antonio di Shakespeare (clicca per leggere l’articolo), ma ora ciò va ribadito – appunto - con la dovuta serietà. Se Mastella, con alle spalle quasi mezzo secolo di politica attiva in prima fila, ha detto che si dimetterà e si ricandiderà non potrà che farlo.

Seguendo l’ipotesi contraria - quella denigratoria della successiva farsesca marcia indietro – si dovrebbe finire per citare un altro 'pensiero poetico' del film di De Crescenzo, ma stavolta rivolto all’elettorato beneventano. A parere di chi scrive, infatti, che Mastella avesse dato prova di non essere al top come politico non era dubbio, nel 2016 e ben prima. Ma la maggior parte di chi allora votò lo elesse sindaco, incurante dei precedenti ‘mancati funzionamenti’.

Proprio come imprudente fu il professor Bellavista che si avventurò in quell’ascensore dai numerosi stop precedenti… E a lui, intrappolato e al buio (nel caso nostro, Bellavista è l’elettorato beneventano), il poeta, con voce stentorea, si rivolse dicendogli: “Voi che soffrite nel budello oscuro, n’ata vota saglite pe ‘e scale che è chiù sicuro!”.