Asl Colpo di scena, sul contenzioso legale la Procura chiede l'archiviazione per 4, ma il Gip dice no. Ma sui mandati di pagamento la Pm manda 3 a processo

- Politica Istituzioni di Carlo Panella

Due esiti diversi, benché provvisori, in questi ultimi giorni, per due dei numerosi filoni in cui si articola lavasta inchiesta condotta, dalla locale Procura della Repubblica, sull'Asl di Benevento. Indagine che tanto clamore, a gennaio 2014, produsse anche a livello nazionale, per il coinvolgimento di Nunzia De Girolamo, allora berlusconiana ministra della Repubblica nel Governo Letta dal quale, proprio per tale inchiesta, dovette dimettersi. Com'è noto per quest'ultimo filone, la Procura ha chiesto e ottenuto ulteriori sei mesi di proroga delle indagini; per altri 12 indagati (per truffe e falso) le indagini sono state chiuse e si attende la decisione del Gup sull'eventuale rinvio a giudizio.

I primi tre rinviati a giudizio
Cominciamo dalla prima novità, l'avvenuto rinvio a giudizio - per truffa e falso - disposto ieri dalla giudice per l'udienza preliminare Loredana Camerlengo nei confronti di Felice Pisapia, ex direttore amministrativo dell'Asl di Benevento (nominato dall'ex direttore generale Michele Rossi), di sua moglie Olga Landi e di Arnaldo Falato, dirigente di detta Asl. Il dibattimento si aprirà il prossimo 15 settembre, giudice monocratico sarà Sergio Pezza.

Secondo la pm Nicoletta Giammarino, Falato avrebbe disposto dei non dovuti mandati di pagamento, preparati da Pisapia, in favore di una società informatica rappresentata dalla Landi che li avrebbe incassati. Tutti gli indagati si sono detti innocenti, in particolare Falato, ascoltato dagli inquirenti, ha ribadito la sua estraneità a fatti, risalenti al biennio 2007-2008.

Un esito procedimentale, questo del rinvio a giudizio, non sorprendente - al di là del merito della questione su cui qui non si entra -, arrivando dopo una lunga indagine che la Procura, con vari pm, sta conducendo dall'estate del 2012, anche se esplosa pubblicamente solo un anno e mezzo dopo.

La seconda novità, la Procura: si archivi. Il Gip: No

Ben più sorprendente e infrequente è la seconda novità, lo svolgimento processuale di uno degli altri filoni, quasi contestuale dal punto di vista temporale al triplice rinvio a giudizio appena sviscerato. Riguarda il successore di Pisapia nella carica di direttore amministrativo dell'Asl, Antonio Mennitto (rimasto in carica con Rossi e il direttore sanitario Mino Ventucci fino alla fine del mandato, lo scorso novembre), i sopraccitati Falato e Pisapia e Giovanna Perna, avvocato difensore di Pisapia.

Per tutti e quattro la Pm Giammarino ha chiesto - già dallo scorso 20 dicembre 2014 - l'archiviazione non avendo trovato elementi per chiederne il rinvio a giudizio. Ma un mese fa, il 5 febbraio, il giudice per le indagini preliminari, Flavio Cusani, ha ritenuto di non poter accogliere tale richiesta della Procura, fissando l'udienza in Camera di Consiglio il prossimo 29 aprile 2015. In tale circostanza potrà, sentiti PM e difensori, decidere di archiviare oppure di assegnare alla pubblica accusa altri sei mesi per ulteriori approfondimenti.

Mennitto tirato in ballo da Prozzo
Mennitto tra la ventina di indagati di questa mastodontica inchiesta sull'Asl è stato uno degli ultimi a entrarvi. Il 7 febbraio 2014 la Procura eseguì nei suoi confronti delle perquisizioni e dei sequestri, effettuati nelle sedi Asl di Via Oderisio e Via Patrizia Mascellaro; in quell'occasione gli furono notificati alcuni provvedimenti dagli inquirenti alla presenza di due rappresentanti del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (Francesco Del Grosso e Stefano Collarile) come prevede la legge quando si agisce in tal senso verso un avvocato.Il direttore generale Michele Rossi era stato interrogato per la prima volta, poche ore prima, il 4 febbraio, tanto che su qualche giornale si ipotizzò un collegamento tra quest'interrogatorio di Rossi e i successivi provvedimenti di perquisizione di sequestro verso Mennitto.

Da queste colonne al riguardo scrivemmo allora: "Più congruo, nel riferire la posizione che Rossi ha sostenuto davanti agli inquirenti, è rifarsi a quanto già ha scritto, in merito, il suo legale Roberto Prozzo, nella memoria presentata a gennaio (2014, Ndr) al Giudice del lavoro di Benevento davanti al quale pende una causa tra l'Asl e Pisapia che reclama i danni per la sua revoca che considera ingiusta. Anche perché è in quella memoria di Prozzo che sono comparsi, per la prima volta in atti ufficiali, i nomi di Mennitto e Falato".

La definizione stragiudiziale delle cause dell'Asl

Ha scritto Roberto Prozzo in essa: 'Nel settembre del 2010 il dr. Pisapia, unitamente al dr. Falato, ha proposto al commissario pro-tempore di adottare una delibera apparentemente finalizzata a svincolare le somme assoggettate a pignoramento, ma che di fatto attribuiva a Pisapia, a Falato e all'avvocato Antonio Mennitto il potere di definire stragiudizialmente le posizioni debitorie nei confronti di coloro che procedevano a pignoramento. In sostanza, invece di rispettare il criterio cronologico, si disponeva di procedere ai pagamenti dando priorità a chi procedeva a pignoramento, in modo da incentivare la instaurazione di procedure giudiziarie ai danni dell’Asl (pare addirittura che un Dirigente dell’Asl lavori presso uno degli studi legali che porta avanti una fetta consistente del contenzioso contro l’Asl), e poi provvedere al pagamento, in sede transattiva, di consistenti parcelle.Inoltre, richiamando gli estremi della 'delega', sono state concluse numerose 'transazioni', per decine di milioni di euro, senza l’adozione di uno specifico atto autorizzatorio per ogni singola vicenda' ".

Un colpo al Teorema- Prozzo
Alla luce di quanto è stato verificato, nei mesi successivi e fino allo scorso dicembre 2014, dalla Procura della Repubblica non pare che - relativamente, alla definizione stragiudiziale delle cause dell'Asl e al molto cospicuo affare che tali controversie sarebbero state per alcuni avvocati "beneficati" - vi sia una responsabilità o che questa sia di Mennitto, Pisapia, Falato e Perna. Un aspetto questo che, allo stato, mina una delle colonne della versione dei fatti dello scandalo Asl fornita dal "Teorema-Prozzo" esposto in difesa del manager Rossi.

Non dello stesso avviso della Procura, almeno finora, è stato come detto il Gip Cusani. Si resta per ora in attesa della Camera di Consiglio del 29 aprile e delle sue decisioni.
Su questo filone dell'inchiesta Asl sul Vaglio.it leggi anche:
LA MEMORIA DI PROZZO. MENNITTO E FALATO. TANTI AVVOCATI E CON PIU' PARTI NEL CASO ASL