Fioccano le dimissioni a Benevento. Non ha più alcun senso portare la crisi in Consiglio Comunale

- Opinioni IlVaglio.it
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

E' tanto vero quanto stucchevole. Ma la politica la fa da padrona, in città, adesso: Benevento fa gola ai media per il sindaco sull'orlo dell'abbandono e tutto il campionario di storie che ruota attorno all'accadimento. In una sorta di plural tenzone che tutto mescola e che tira le fila di una sfilacciata maggioranza, non passa giorno senza una qualche nota stampa, una dichiarazione, una replica, una novità, un attacco.

L'ultima è relativa alle dimissioni dell'assessore all'ambiente Luigi De Nigris, che trova nella solidarietà alla solitudine del primo cittadino le fondamenta del suo gesto; preceduto - in tempi recenti - dall'abbandono di Giunta anche di Anna Orlando, motivato da ragioni all'apparenza del tutto personali – ma chissà se dovute all'impossibilità di condividere un'esperienza di governo dopo l'indiretta sfiducia espressa a mezzo intervista da Mastella verso parte dei suoi accompagnatori nella traversata sindacale.

Questi sommovimenti contribuiscono a definire l'instabilità della situazione politica e l'inaffidabilità della guida che ha inteso darsi la comunità beneventana. L'aggiornamento degli eventi, pertanto, suona non come una presa di coscienza, ma come un elemento in grado di accrescere la confusione ed allontanare la chiarezza,

Eppure c'è chi si ostina ancora a scrivere di un chissà quale mandato esplorativo a taluno per 'ricomporre' la crisi di palazzo (Mosti), senza sottolineare con sufficiente vigore la vacuità del tentativo di far ritornare intero, in apparenza, un vaso frantumatosi in mille cocci.

E' la mera cronaca ormai a fare il punto di una ex maggioranza dissoltasi in un clima di rissa. Per una volta, almeno, questi incongrui protagonisti della scena locale dovrebbero riflettere e comprendere la responsabilità connessa al ruolo ricoperto. I fatti e quindi gli stracci che volano in modo quasi quotidiano sottraggono sempre più forza anche alla richiesta di istituzionalizzare tale crisi nel Consiglio Comunale. Ormai, è solo il caso di fare il tifo, e gli amministratori per primi, per un opportuno silenzio (che ha la controindicazione di togliere grezza materia prima alla stampa...) e perché una ventina di giorni si consumino in fretta sul calendario della politica cittadina. (G.F.)