I due vescovi della provincia sannita hanno ricordato Papa Luciani con un dibattito di alto livello sul libro di Preziosi - Fotogallery

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Che sia proprio la Chiesa in questa realtà sannita – ai suoi massimi livelli - a mostrare la capacità di confrontarsi, in pubblico, su posizioni diverse, per la bellezza e fecondità del dibattito (una delle caratteristiche principali del pensiero laico) è solo l’ennesimo paradosso cui assistere. E, se la cosa fa piacere ai “guelfi” (cattolici o credenti), essa dà comunque la cifra di quanto sia arretrato e involuto il restante mondo ‘ghibellino’ che generalmente non discute e, se quando lo fa, si esprime in modo paludato e prudente.

E’ quanto emerso stasera nella gremita Aula Madonna delle Grazie del Seminario di Benevento (Vai alla Fotogallery), per la presentazione libro “Indimenticabile. I 33 giorni di papa Luciani”, di Antonio Preziosi, giornalista, scrittore e direttore di Rai Parlamento. Su iniziativa del Gruppo De Vizia Sanità, l’incontro è realizzato con il supporto dell’Istituto Superiore Scienze Religiose ‘San Giuseppe Moscati’ di Benevento, il cui direttore, Don Leonardo Lepore, ha fatto da moderatore.

Per primi hanno preso la parola e portato il loro saluto Maria Carmela Serluca, vicesindaca di Benevento, a nome del Comune cittadino, e Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

Quindi Don Lepore ha invitato a parlare i due pastori della provincia sannita seduti al tavolo con l’autore, Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento, e Domenico Battaglia, vescovo della diocesi Cerreto Sannita, Telese, Sant’Agata dei Goti. Preziosi ha poi tratto conclusioni.
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Il pontificato di Papa Luciani durò solo 33 giorni, tra l’agosto e il settembre del 1978, eppure, a oltre 40 anni dalla morte, non è stato dimenticato da quelli che ebbero la possibilità e la fortuna di viverlo.

Morì improvvisamente, di notte, e in circostanze non proprio chiare, con alcune contraddizioni nelle versioni fornite dal Vaticano. Da qui la diffusa convinzione che venne ucciso, sorta perché in quel minimo lasso di tempo Albino Luciani pronunciò dei discorsi davvero dirompenti e innovativi nei contenuti ("Dio è madre")e nella forma, a cominciare del doppio nome che per primo si diede Giovanni Paolo I, in onore dei suoi due predecessori Giovanni XXII e Paolo VI.

Ma quello che fu vulgato come uno dei troppi misteri d’Italia, esplosi in particolare in quell’anno (si pensi solo al caso Moro) per i due vescovi non fu tale, come non lo fu anche per l’autore de libro: per tutti loro invece fu morte naturale.

E' questa convinzione è stata anche il punto principale di condivisione tra Battaglia e Accrocca. Perché poi i due - e questo è stato bello – hanno dato due distinte chiavi di lettura del breve pontificato, soprattutto nel riferimento agli elementi di vicinanza e similitudine di Luciani con altri papi: Battaglia ha sottolineato gli elementi che avvicinano Giovanni Paolo I a Papa Francesco, Accrocca invece a quelli con papa Giovanni XXIII.

Obblighi di sintesi impongono di non poterci dilungare sui contenuti degli interventi dei due vescovi, ci limitiamo solo a dire che più strutturato, organizzato, oltre che molto interessante e suggestivo, stato quello di Battaglia, più immediato, a braccio e aprtamente dialettico, nei confronti del collega, è stato quello di Accrocca, del pari interessate e coinvolgente.

Certo cogliere tutte le sfumature e i rimandi degli interventi è stato più facile per chi ha vissuto quella lontana e straordinaria vicenda, in quel 1978 formidabile e terribile e chevide sul soglio di Pietro susseguirsi tre papi, con la successiva elezione di Papa Woytjla, ma l’uditorio tutto è stato attento e partecipe.

Comprese le conclusioni di Preziosi che ha ringraziato gli organizzatori e gli interlocutori e ricordato alcuni dei tanti aneddoti contenuti nel suo libro. E che ha raccolto e rilanciato la convinzione dei due vescovi che hanno visto in Luciani un santo (il processo in corso in tal senso è prossimo a una decisione).
Il ricavato delle vendite del volume andrà interamente devoluto alla Caritas di Benevento.