Civico 22 fa chiarezza sul suo prossimo ruolo a Benevento ma perde due soci fondatori

- Opinioni di Giovanni Festa
Ettore Rossi e Pasquale Orlando
Ettore Rossi e Pasquale Orlando

Appena nato, subito mutua la proverbiale reticenza dei partiti, pur se indossa all’apparenza solo i panni di un'associazione. “Civico 22”, comunque, riesce almeno a far chiarezza in via ufficiale sul suo ruolo nel futuro prossimo della città di Benevento: è “pronto” (leggi sul Vaglio.it) a trasformarsi da incubatrice di idee di provenienza diversa in opportunità elettorale, qualora il sindaco dimissionario Clemente Mastella dovesse dare un senso concreto alla decisione assunta, non rimangiandosi il gesto dello scorso 2 febbraio nei venti giorni successivi allo stesso – e nel caso perdendo letteralmente la faccia, sia dal punto di vista politico che etico. Per il resto, appunto, vanno registrate novità che parrebbero emergere come elementi incidentali di un percorso di sviluppo, comunicate all'esterno, in favore di opinione pubblica, con la naturalezza della normalità.

Eppure, ben due dei quattro soci fondatori di Civico 22 hanno imboccato altre vie. Pasquale Orlando si ritrova a condividere la gestione politica del neonato raggruppamento con a capo Matteo Renzi (“Italia Viva” ma non proprio in buone condizioni di salute quanto a coerenza e proposte), e ha evidentemente preferito (o è stato cortesemente invitato a preferire) - rispetto alla strutturale disomogeneità 'ideologica' di Civico 22, somma di esperienze dal tratto identitario diverso – una organica appartenenza, senza peraltro che la stessa fosse stata il frutto di condivisione o un'interlocuzione diretta con il civismo co-fondato (“...abbiamo appreso” della nomina – recita infatti la nota dell'associazione, come a dire: eravamo all'oscuro).

Ettore Rossi, espressione dell'ala eminentemente curiale, “ha scelto di fare un passo di lato”, stringatezza sospetta che equivale al passo indietro, nonostante l'indorata pillola resa nota – sempre da Civico 22 – della condivisione della “fase fondativa”.

Resta, dunque, il connubio spurio e un po' manierato fra il cattolicesimo sociale di Angelo Moretti e l'antagonismo di Pasquale Basile, nonché un ampio spazio vuoto fra i due punti (M5S, PD, Articolo Uno e il pulviscolo partitico in zona) e, ancora, a sinistra ('cani sciolti' vari) e destra (Italia Viva, cattolici moderati) di entrambi. Insomma, un vero e proprio segno del disorientamento dell'oggi che intende mostrare il volto di tale proposta come quella con maggiore appeal politico rispetto al ristagno dei tempi.