Scioglilingua o candidature per le regionali nelle contorsioni del PD tra Napoli e Benevento

- Opinioni IlVaglio.it

Che a un pugno di mesi dall’avvento delle urne ancora non siano ufficialmente conosciuti i candidati che si disputeranno la poltrona più ambita della Regione, in palazzo Santa Lucia, a Napoli, importa poco ai pochi che davvero hanno il potere di decidere (perché perpetuano il gioco della decisione in esso specchiandosi il ruolo di potere ricoperto).
Di conseguenza importa poco, ma solo per nulla, scarsa o mistificata informazione, anche ai tanti che avrebbero invece il diritto di sapere: gli elettori.

Qualche spiffero s’avverte, comunque, e con inusitata chiarezza. In grado, quindi, di orientare il vento della scelta locale - almeno nel campo del centrosinistra. Connettendo lo scenario beneventano al proscenio regionale, infatti, il segretario del Partito Democratico del Sannio, Carmine Valentino, nel rievocare le esternazioni di Mastella e Vincenzo De Luca nell’incontro istituzionale a Napoli sui PICS (leggi sul Vaglio: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/34005/benevento-crisi-al-comune-valentino-pd-si-vada-in-consiglio-comunale-per-la-verita.html), ha scritto, riguardo al sindaco di Benevento, di messaggio politico che alimenta “ambiguità”, mentre – riferendosi al Presidente della Regione – ha ricordato che egli “svolge il suo ruolo istituzionale. In tale veste non rappresenta (verrebbe da dire per fortuna!) il Partito Democratico”. Non che se ne avvertisse il bisogno, ma la frase – e soprattutto l’inciso in parentesi di Valentino – contribuisce invece a alimentare l’attuale ambiguità dei democratici sanniti, almeno di quelli rappresentati e che si riconoscono nel segretario provinciale.

Perché in tal modo la più ampia (rispetto al perimetro di un partito) platea del centrosinistra sannita recatasi ai seggi ha appreso, dopo un quinquennio di governo (e certo più di qualche screzio), di aver contribuito a far vincere con il voto e successivamente sostenuto una figura (oggi) ‘ripudiata’ – magari sull’altare di possibili alchimie in chiave elettorale (la stella cadente dei Cinque Stelle e il desiderio di coalizione).

Ma ha pure appreso, nel tempo, di aver fatto vincere con il voto e successivamente sostenuto l’operato di una figura non ripudiata ripudiata (oggi), il consigliere regionale Mino Mortaruolo, che ha a sua volta sostenuto in opere e missioni quella medesima figura (De Luca) che il suo segretario provinciale (Valentino), che pure ha sostenuto e sostiene a spada tratta Mortaruolo, ha inteso non sommessamente disconoscere come esponente del Pd. Opacità identitaria o solo uno scioglilingua?
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(… e se per un caso strano della politica ci fossero ricandidature per entrambi?)