Lo stile di Mastella: entra ed esce dal Comune di Benevento come fosse casa sua, senza dar conto a nessuno

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa

Come se nulla fosse accaduto: il conto alla rovescia s'è fermato a -1, Benevento ritorna alla sua normalità dopo che per venti giorni ha subito silenzi, racconti fantastici, sussurri e grida di una politica come sempre dimostratasi non all’altezza delle aspettative degli amministrati. Il sindaco Mastella, nottetempo, è ritornato a palazzo Mosti, ed è naturalmente lui che più paga oggi il prezzo di una credibilità dissolta. E non solo per l’attentato alla lingua italiana compiuto lo scorso 2 febbraio, quando venne diffuso il contenuto ufficiale di una lettera con la quale egli annunciava appunto le sue dimissioni dalla carica, qualificandole come “irrevocabili” – parola dal significato inoppugnabile.

Il primo vulnus alla democrazia lo ha compiuto (e invero le opposizioni lo hanno ripetutamente segnalato, invano) venendo meno alla prassi e al dettato normativo (art. 53, comma 3 del testo unico degli enti locali), non riferendo in Consiglio Comunale della sua intenzione di dimettersi, magari – se non era chiedere troppo… - motivandola. E venendo meno al dibattito, dal quale è scappato.

Ha, allo stesso modo, con accuratezza evitato di chiarire la sua posizione e le sue ragioni agli elettori e ai cittadini, limitandosi a messaggi e interviste con cui prendeva nettamente le distanze da una maggioranza di governo (la sua maggioranza) dipinta con brutalità verbale: “Dei ricatti di questi lillipuziani – ebbe a dichiarare al Fatto Quotidiano – non me ne frega proprio nulla”.

E ancora. Ha utilizzato il periodo di sostanziale, impropria sospensione di ogni attività politico/amministrativa della città per guardare ’oltre’, a un suo collocamento sullo scacchiere elettorale campano declinato in qualunque modo avesse potuto arrecargli utilità (lo testimonia il recente feeling col Presidente della Regione uscente e ricandidato, De Luca), piuttosto che dedicarsi a individuare possibili vie d’uscita dall’impasse locale: non a caso le schiere dei consiglieri comunali si sono espresse a favore o contro il sindaco con la prevedibilità derivante dalla loro posizione di partenza all’atto dell’ufficializzazione della crisi.
Quindi non c’è stata alcuna ricomposta armonia di intenti tra coloro che guidano il Comune di Benevento. E infatti, almeno in teoria, la maggioranza numerica a palazzo Mosti non collimerebbe con la maggioranza che uscì dalle urne a maggio/giugno 2016.

Oggi, pertanto, a dispetto di infrazioni grandi o piccole al buon senso prima ancora che alla correttezza istituzionale, Mastella sindaco non più discusso né dimissionario prova a riconnettere i cocci di uno schieramento sfilacciato, opponendo alla responsabilità istituzionale la navigazione a vista. In tal modo assestando l’ultimo colpo ai suoi cittadini: sudditi non degni di percepire gli arzigogoli di siffatto comportamento.