'Io parlo da solo': il sindaco di Benevento sfugge a ogni confronto, con i consiglieri e con i giornalisti

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Non sembri affatto azzardato, se si riesce a conservare un giusto senso delle proporzioni: in occasione del ritorno sulla scena politica del sindaco di Benevento Clemente Mastella, mosso dalla necessità di comunicare nel modo più ampio possibile il ritiro delle dimissioni presentate venti giorni prima, tre siti multimediali (Ntr24, Ottochannel, Tv7) hanno vestito i panni catodici di 'terza camera', secondo il linguaggio coniato per spiegare il senso di “Porta a Porta”, trasmissione di Rai Uno. Rimodellando il concetto, per così dire.

Presentata in modo improprio come conferenza stampa, dipanatasi invece come monologo, l'apparizione video del politico di Ceppaloni ha messo assieme, infatti, alcune peculiarità che appunto l'hanno differenziata rispetto al citato programma. Il luogo, innanzitutto: non uno studio televisivo, ma l'ambiente di casa, quella del primo cittadino. Il vuoto quanto a conduzione, “pungente” o meno. L'assenza di contraddittorio. Sembrano rilievi di poco conto, sono purtroppo sostanza: è mancato un terreno neutro; è mancato un moderatore; sono mancati i giornalisti e di conseguenza sono venute meno le domande e sono rimasti i dubbi.
Quindi, in definitiva: l'uomo politico ha potuto cantarsela e suonarsela, snocciolando concetti in assoluta libertà senza che ne venisse verificato il contenuto o l'aderenza ai fatti. Insomma, ha offerto - a chi ne ha seguito l'intervento - un punto di vista, solo il suo.

Era questa, invece, una occasione davvero 'particolare' per la vita della città, in balia di eventi rispetto ai quali ha avuto poche o scarse possibilità di apprendere, con compiutezza, motivazioni e risvolti. Ed è accaduto che la “terza camera” di Mastella, piuttosto che il salotto televisivo dove (per chi resiste dinanzi al video) si prova a orientare dibattiti o far emergere politiche a corollario o in antitesi all'attività parlamentare e governativa (di qui la definizione), si è semplicemente rivelato un confortevole ambiente casalingo dove, con l'amichevole collaborazione di alcuni 'media', rifugiarsi dopo l'aperitivo e prima del pranzo.

In pratica: non essendoci 'notizia', perché le dimissioni sono venute la sera prima dell'apparizione catodica, né informazione, perché il soliloquio del sindaco tornato in arcioni è stato uno sfoggio di autoreferenzialità, i siti multimediali hanno svolto il compito di mera cassa di risonanza. Non aver – loro - rifiutato, con garbo, l'invito certo ricevuto, ha quindi permesso al primo cittadino di sottrarsi, ancora, a una prassi – e cioè rendere pubblico il dibattito nella sede più idonea ( l'aula consiliare) - di rispetto dell'istituzione da lui rappresentata e dei rappresentanti che la compongono, a loro volta espressione di quella platea di persone comuni cui invece il Mastella tranquillo che vive nella sua casa ha inteso rivolgersi, direttamente, attraverso il video. Per giunta evocando nella modalità il - da lui aborrito – leghista Salvini.