Benevento - Se in un notte d’inverno un informatore. Una telefonata ti allunga… l’ansia

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Nell'evolversi - con i prevedibili toni elevati - della crisi da 'coronavirus' nel Sannio, si inseriscono le chiamate telefoniche con la rassicurante voce (registrata) del sindaco di Benevento tese a informare sullo stato dell'arte della pulizia negli istituti scolastici di Benevento, un processo che è andato avanti per step. Infatti, mercoledì 26 febbraio Mastella ha “deciso la disinfestazione e sanificazione straordinaria delle scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale”, e due giorni dopo 'la Giunta comunale di Benevento ha stabilito che il “29 febbraio verrà effettuata una disinfezione straordinaria di tutte le scuole di competenza comunale”, senza la quale “non potranno riprendere le attività didattiche”.

In entrambi gli accadimenti il telefono ha avuto un ruolo essenziale, causa le chiamate automatiche per un diretto contatto con l'utenza. Che funzionano per così dire 'a strascico'. Mentre, però, nella serata di venerdì 28 febbraio (intorno alle 21 o giù di lì) il paternalismo via cavo del primo cittadino ha bucato col trillo a sorpresa le mura casalinghe in un orario ancora compatibile per la fascia media della popolazione e per un aggiornamento tutto sommato non richiesto, proprio perché naturale evolversi della procedura avviata, due giorni prima (mercoledì 26) il medesimo suono ha squarciato ormai la notte (dalle 23 in poi), per comunicare a tutti quanto interessava solo una fascia meno estesa della popolazione, appunto la chiusura delle scuole per conseguente sanificazione, ribadita 48 ore dopo – magari per non essere mal compresi...).

Va detto, allora, che si è dinanzi quantomeno a una bulimia informativa e un sistema da perfezionare.

Perché sentire squillare il telefono di notte in una abitazione d'anziani, o persone sole, o famiglie con figli fuori sede, o altro assimilabile (famiglie senza figli, o senza figli in età scolare, eccetera), non è certo una 'passeggiata di salute' ma un aggravio d'ansia, un'appendice indesiderata alla voce 'allarmismo' procurato.