A Benevento abbiamo il diritto di sapere. Sia precisa e giornaliera la comunicazione dell’ospedale sul coronavirus

- Opinioni IlVaglio.it

L'evento drammatico del debutto statistico anche della provincia di Benevento sulla mappa dei decessi in conseguenza all'epidemia di Covid-19 non è 'solo' una notizia da prima pagina locale, ma soprattutto una dura prova della realtà come sta modificandosi in virtù del morbo. Essa spinge appunto a considerare i numeri anteposti alle persone, al loro straordinario vissuto (come tutto ciò che è umano, pur nei suoi limiti).

E la logica dei numeri, appunto la statistica, si dimostra come la meno affidabile a volte: è materia fluida fino a prova contraria, confutabile solo se si riuscisse ad accedere alla prova. Di qui il rapporto fiduciario fra l'opinione pubblica e l'istituzione che dovrebbe poggiare sulla credibilità dell'informazione fornita, come esempio di trasparenza in grado di favorire un orientamento nei tempi della confusione generata dalle false notizie. Proprio per questo non è comprensibile uno scivolone come quello patito dal management dell'azienda ospedaliera San Pio sottolineato, in solitudine, da questa testata (leggi sul Vaglio.it), in concomitanza – qui sì è il caso di usa questo termine – con la più insopportabile e luttuosa delle informazioni in questa pioggia indistinta di informazione.

Il tiro corretto con una pezza, che non ha coperto del tutto il buco, va accolto con (relativa) soddisfazione, ma ancora ieri associazioni e media 'interrogavano' il direttore generale del ”San Pio” attraverso una serie di domande tese a individuare eventuali criticità, a comprendere perché, in condizioni numericamente tollerabili finora, ci si contagi in un ambiente sanitario (interrogativo peraltro rilanciato non senza causa da un episodio avvenuto presso una struttura privata della Valle Telesina).

Può sembrare un’intrusione, un intralcio al (difficile) lavoro quotidiano, un fastidio, questo continuo domandare. Eppure, anche in queste situazioni di emergenza dovrebbe affiorare una sorta di reciprocità.

Sono giorni in cui al cittadino comune è richiesto di vivere secondo un codice di comportamento e regole piuttosto restrittive; egli pertanto va tenuto al corrente con chiarezza perché valuti se i sacrifici cui si sottopone davvero portino risultati. E dunque non dovrebbe apprendere – quando può – ciò che è accaduto da un social network (il quale ormai funziona come una clava).

Nell'inviare comunicazioni ufficiali l'ufficio stampa della più importante azienda ospedaliera della nostra provincia, faro del settore e punto di riferimento della comunità, si 'pregia' di farlo: ecco, che almeno l'onore di dire qualcosa sia improntato alla concretezza. Basterebbe, a fine giornata, quando purtroppo tutti – dal piano superiore al riferimento regionale – tracciano un bilancio di come siano andata le cose nel quotidiano, che anche il “San Pio” si muova allo stesso modo: poche righe, magari, fatti (tutti) e numeri (reali) perché, purtroppo, oggi sono i (doverosi) elementi portanti del diritto (almeno) a sapere (tutti).