Botte a Piazza Orsini: perché Benevento è finita nel Far West

- Opinioni di Carlo Panella

Il fatto è accaduto il 21 agosto, verso le 22, a Piazza Orsini, in pieno centro, con tanta gente in giro. E' stato raccontato dai giornali locali nella sua essenzialità che nulla spiega sul perché sia potuto succedere. Così che dopo aver letto solo ci si può porre l'inquietante domanda: se a Benevento i parcheggiatori abusivi, per incassare il danaro reclamato, fanno a botte con coloro che sostano, pur se trattasi di due poliziotti, cosa potrà succedere al comune cittadino in casi analoghi?

Il fatto: due marocchini, poco più che ventenni, "esercitano il turno serale" di parcheggiatori abusivi nella piazza. Una macchina sosta e scendono i due occupanti, due poliziotti in abiti borghesi. I nordafricani, residenti nel Sannio, si avvicinano e chiedono il pagamento anticipato. Non possono immaginare che degli agenti di pubblica sicurezza parcheggino dove la sosta non è consentita, tuttavia non fanno marcia indietro quando i poliziotti, non solo si rifiutano di pagare, ma si qualificano, mostrando il tesserino (avranno pensato: poliziotti o non poliziotti qui ci devono pagare tutti quelli che parcheggiano). Sorge un'animata discussione, poi le botte. In soccorso dei due colleghi in borghese sopraggiungono quelli, in divisa, della Volante. Esito: in tre al Pronto soccorso al Rummo. Prognosi di sette giorni per i due parcheggiatori e di quindici per uno degli agenti in borghese; i due giovani finiscono in carcere accusati di tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.

Come mai si è arrivati tanto? In passato, dei parcheggiatori abusivi locali hanno pure insultato e minacciato e talvolta percosso chi non aveva voluto dargli dei soldi, ma allora, in ultima analisi, si sono potute chiamare le forze dell'ordine per farsi difendere. Ma se questi esattori fanno direttamente a botte pure coi poliziotti se non vogliono pagare, non ci resta ormai che mettere mano alla tasca?

Le responsabilità penali dell'ultimo episodio in Piazza Orsini, se saranno riconosciute, riguarderanno i protagonisti ultimi dello scontro. Ma sono quelle politiche, sociali e culturali, molto più gravi ed estese, che hanno reso possibile nel tempo questo episodio. E non devono essere taciute.

Piazza Orsini, quello slargo determinato dai bombardamenti del 1943 ai lati della Cattedrale, da decenni è stata ridotta a parcheggio abusivo. Gran parte dell'area è di proprietà privata. Una parte centrale è comunale e corrisponde alla strada che attraversava le case poi sbriciolate dalle bombe alleate.

I privati però, riuniti in un Consorzio (Cepio), non hanno mai trovato un accordo tra loro e col Comune per ricostruire, per cui l'area, di fatto, è una specie di cosa di nessuno (res nullius). Da qui l'occupazione da parte degli abusivi.

Le amministrazioni civiche di centrodestra, negli anni '90, sindaco Pasquale Viespoli, dopo i vani tentativi pluridecennali delle precedenti a guida democristiana, decisero il recupero della zona, con un concorso nazionale tra architetti, riguardante Piazza Duomo e Piazza Orsini.

Si iniziò a Piazza Duomo, ma subito s'abortì, lasciando uno scheletro di palazzo privato tuttora in brutta mostra. Sotto le successive amministrazioni di centrosinistra si è completato lo sfacelo: si è cominciato a costruire, affianco allo scheletro di cemento, l'edificio pubblico (destinato a museo) ma anch'esso è oggi come l'altro incompleto e incombente. Piazza Duomo è ora un luogo orrendo, in uno stato di totale abbandono, luogo di elezione di ratti e serpenti e fauna varia, posto al centro del centro di Benevento! Con l'aggravante di milioni e milioni di euro sprecati per il mancato recupero.

A Piazza Orsini tale scempio non s'è prodotto perché sono stati spesi altrove i soldi pubblici stanziati per recuperarla. E così ha continuato, per un altro decennio, a essere un parcheggio abusivo. Improvvisamente, l'attuale amministrazione civica di centrosinistra ha poi avuto un sussulto di dignità e ha posto fine, per qualche mese, all'illecito sfruttamento dell'area, liberandola da auto e abusivi.

Dopo qualche tempo, una società privata - nonostante le contrarie previsioni urbanistiche del Comune - ha provato a ufficializzare e legalizzare la sosta, accordandosi coi privati proprietari, dietro il versamento di un canone. Il Comune non ha potuto avvallare l'accordo, viste le previsioni urbanistiche, anzi, ha recintato la strada di proprietà pubblica per dimostrare la piena volontà di far rispettare la legge. Anche perché, nella vicinissima Piazza Pacca (Santamaria) e alla fine della frontale Via Goduti, ci sono due parcheggi comunali che non poco hanno subito la sleale concorrenza degli abusivi. Questi ultimi infatti praticano prezzi più bassi di quelli legali.

Ma è stata breve illusione. Trascorsi un po' di mesi, i parcheggiatori abusivi sono tornati a farla da padroni e, come giovedì scorso è stato dimostrato, da padroni che non demordono di fronte a un tesserino di PS.

Né può essere taciuto un altro aspetto. Per il poco tempo in cui il Comune di Benevento ha fatto rispettare la legge sgombrando Piazza Orsini dalle auto, con continui comunicati di protesta si sono scatenati alcuni commercianti della zona e qualche associazione di categoria. Abusivi o non abusivi quell'area doveva tornare alle auto, altrimenti le già poche vendite sarebbero scemate: i duecento metri distanti dei due parcheggi legali sono stati considerati troppi per essere percorsi a piedi per i clienti (oltre che più costosi).

E così la parentesi di legalità si è chiusa e Piazza Orsini è di nuovo un parcheggio abusivo e soprattutto luogo dove vige la legge del più forte, come nel Far West, in cui anche agli sceriffi se la passavano male...

Il più grave problema di Benevento, che purtroppo grava da secoli, è la scarsa presenza di spirito civico. Il bene comune non esiste, la legalità è un optional utile fin quando non cozza con l'interesse del singolo o della categoria.

I due ventenni marocchini per ciò sono stati solo gli ultimi ad approfittare di questo andazzo che ha tante responsabilità e come abbiamo visto lontane nel tempo.

I primi a sbagliare sono i cittadini che vanno a sostare dove non si può e pagano a chi non si deve;
poi ci sono gli amministratori civici che da decenni non hanno saputo ricostruire quelle aree (sprecando nel frattempo milioni di euro pubblici per farlo) e che hanno tollerato e tollerano tale abusivismo;
quindi sbaglia chi non reprime il fenomeno, esistente anche in altre aree di Benevento, il reato di tentata estorsione si verifica quotidianamente verso chiunque è fatto richiesta, con minacce, di soldi per la sosta, i due poliziotti malmenati hanno rappresentato solo il caso più eclatante;
non da meno hanno sbagliato le associazioni di commercianti e i singoli esercenti che anziché plaudire un Comune che, una tantum, aveva fatto rispettare in quel luogo la legalità gli hanno dato addosso.

Ognuno di tutti questi citati, sul piano politico, sociale e innanzitutto culturale, ha contribuito a creare il contesto attuale nel quale due giovani parcheggiatori abusivi hanno potuto alzare la voce e le mani su due poliziotti che avevano sostato e non volevano pagare, in quella terra di nessuno che è diventata il centro di Benevento e che per ciò chiunque può assurdamente considerare cosa propria.