Kragl campione in campo e fuori: un’ottima risposta a chi l’ha attaccato per un video che aveva postato

- Opinioni IlVaglio.it
Oliver Kragl
Oliver Kragl

Finalmente! Finalmente c'è un calcio che torna nella sua dimensione. Altro che morbo, contagio (chi era costtui?), il ministro Spadafora, il ritorno in campo. I ricorsi, le posizioni acquisite. Le promozioni, le retrocessioni. No, torna sovrano il 'campanile'. Che, per quanto questa sia terra mastelliana, non è l'organo di stampa del (fu) suo partito, bensì la caratteristica, fisiologicamente negativa, che provvede a distinguere – nel tifo per la propria squadra – l'aspetto patologico da quello passionale.

Cartina al tornasole il recente episodio che ha visto coinvolto, suo malgrado, il calciatore Oliver Kragl, uno dei pilastri su cui il Benevento calcio ha costruito la sua magica annata cadetta, un... sinistro da tenere sempre d'occhio, non a caso presente anche nel cuore (e nell'attenzione) del compianto Gianni Mura.

“Gli auguri di Kragl per il centenario del Foggia scatenano le polemiche: il tedesco ‘costretto’ a rimuovere il video”, titola Il Sannio Quotidiano, ricordando le immagini postate e appunto poi eliminate sui “propri canali social, in cui ha sottolineato l’affetto che tuttora nutre per una piazza che lo ha trattato da re”: l'occasione è data da una ricorrenza, il centesimo anno di vita del sodalizio dauno.

Apriti, cielo delle polemiche.

Becere, senza sottinteso alcuno.

Qualche leone da tastiera ha visto rosso e così, annota Tv7, “dopo gli auguri al Foggia, Kragl risponde ai tifosi del Benevento”.

Ebbene, è questo l'aspetto rilevante della faccenda: la replica di Kragl è di una chiarezza esemplare ed è pure piuttosto difficile ritrovare negli scritti dei calciatori tale caratteristica trattandosi – la materia del tifo, le esternazioni a esso collegate, le follie anche – di elettricità pura da cui discende il rischio di rimanere folgorati.

Invece, facendo sfoggio del carattere che non gli manca neppure in campo, il mancino teutonico, oltre a ribadire una verità così lapalissiana che sfugge ai leoni (“...io sono un professionista...”), ha concluso avvisando che “privatamente nessuno mi può mai dire quello che è giusto o sbagliato; per questo ho un padre e una madre”.

Porti pazienza Kragl, tra gli effetti collaterali dell'astinenza passiva da calcio causa coronavirus si contemplano anche certe scorribande social - quindi senza conseguenze anche per la società, che non sarà costretta a pagare nessuna sanzione per intemperanze dei ‘tifosi’.

Si consoli, sempre Kragl, con il piccolo e segreto piacere di essere fra i pochi ad aver saputo descrivere alla perfezione le due dimensioni del calciatore (e comunque dell'atleta in generale): quella del campo, e sono magari affari dei tanti milioni di CT che compongono il popolo degli stadi, e quella fuori del campo, e sono solo affari suoi. Giustamente.