Sequestro dei depuratori a Benevento: M5S chiede le dimissioni di un’assessora della Giunta Mastella - La replica di Mignone, le sferzanti parole del sindaco

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Lassessora comunale di Benevento Maria Carmela Mignone
Lassessora comunale di Benevento Maria Carmela Mignone

Le consigliere comunali di Benevento del M5S al Comune di Benevento, Marianna Farese Anna Maria Mollica,
sulla vicenda che ha portato al sequestro dei depuratori nel Sannio, ha dirmato una nota che si conclude con la richiesta di dimissioni dell'assessore comunale Maria Carmela Mignone. L asesse, qualche ora dopo, ha inviato una nota in replica in cui ha spiegato perché non lo farà. Di seguito le due note.

Hanno scritto Frese e Mollica: Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha prontamente sottolineato che gli ottimi risultati riportati dell'operazione Cloralix rafforzano la consapevolezza che lo Stato è al fianco dei nostri territori e della salute dei cittadini. Queste indagini sono importanti, perché aiutano a "smantellare un sistema che finora ha fatto da supporto a fenomeni di inquinamento dei corsi d'acqua, della falda acquifera e più in generale delle matrici ambientali".

Condividiamo, inoltre, i dubbi sollevati dalla senatrice Sabrina Ricciardi (il cui 'post' sul profilo social si legge in conclusione), secondo cui la vicenda giudiziaria che ha interessato la Gesesa sulla questione depuratori abbia una portata tale che non può essere sottaciuta. L'azienda è una partecipata del Comune di Benevento e sono interessati anche funzionari e dipendenti di Palazzo Mosti.

La senatrice Ricciardi, al pari delle scriventi, è garantista per natura, ancorché convinta che la presunzione di innocenza valga per tutte le persone coinvolte, ma ritiene a ragione che la questione vada analizzata a fondo, ponendosi delle domande: “Forse non tutti sanno che tra gli indagati c'è il marito di un assessore del Comune di Benevento. Si tratta del titolare di un laboratorio d'analisi che svolgeva rilevazioni per conto di Gesesa. A quanto pare, secondo ciò che sostengono i magistrati, questa ditta ometteva e falsificava i dati che poi Gesesa provvedeva a trasmettere. Siccome la Giunta comunale di Benevento in questa storia è parte lesa, non posso non domandarmi cosa accadrebbe nel caso in cui l'esecutivo cittadino decidesse di costituirsi parte civile nel procedimento che ne seguirà. Come si porrebbe l'assessore in questione, vista la situazione di evidente conflitto di interessi? Tra Comune di Benevento e Gesesa esiste un rapporto politico-gestionale di natura diretta. Se le faccende oggetto di inchiesta fossero state estranee al Comune di Benevento, pur trattandosi di un congiunto di un componente della squadra del Sindaco, probabilmente non ci sarebbe stata alcuna ragione valida per sollevare la questione. Ma in tal caso non penso si possa restare in silenzio”.

La vicenda del depuratore di Benevento è spinosa e si trascina oramai da troppi anni. Tra parentesi, a seguito delle sentenze della Cassazione n.1998 e n. 3314 del 2020, avevamo sollevato di recente il problema degli eventuali rimborsi ai cittadini delle somme dagli stessi corrisposte negli ultimi dieci anni, ma non dovute per la depurazione.

L’amministrazione Mastella si è più impegnata a cedere quote a Gesesa, allungandone la vita fino al 2050 e coinvolgendola nell’illuminazione dei monumenti, che non ad indurla a trovare soluzioni alla pericolosa contaminazione dei pozzi.

Che fine ha fatto la celebrazione del Referendum consultivo per la gestione pubblica dell’acqua, invocato come per Statuto da oltre tremila cittadini?

Come ha anticipato la senatrice Ricciardi, è di queste ore la notizia della sostituzione del Commissario straordinario unico per la Depurazione, Enrico Rolle, in seguito alla scadenza del suo mandato, con il prof. Maurizio Giugni, con cui il MoVimento 5 Stelle stabilirà una interlocuzione politica, per cercare di snellire le procedure di realizzazione del nuovo impianto di depurazione cittadino, al quale il Ministro Costa ha assicurato un finanziamento di 18 milioni di euro.

In attesa di vedere ridefiniti i rapporti del Comune di Benevento con la Gesesa, riteniamo opportune le dimissioni o la revoca dell’assessore Maria Carmela Mignone.

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Questo intanto il testo, nella sua interezza, pubblicato dalla senatrice Ricciardi: "Ritengo che la vicenda giudiziaria che ha interessato la Gesesa sulla questione depuratori abbia una portata tale che non può essere sottaciuta. L'azienda è una partecipata del Comune di Benevento (che è socio di minoranza ma esprime il presidente) e sono interessati anche funzionari e dipendenti di Palazzo Mosti. Premetto che sono garantista per natura, ancorché convinta che la presunzione di innocenza valga per tutte le persone coinvolte.

Ma la questione, purtroppo va analizzata a fondo. Forse non tutti sanno che tra gli indagati c'è il marito di un assessore del Comune di Benevento. Si tratta del titolare di un laboratorio d'analisi che svolgeva rilevazioni per conto di Gesesa. A quanto pare, secondo ciò che sostengono i magistrati, questa ditta ometteva e falsificava i dati che poi Gesesa provvedeva a trasmettere.

Siccome la Giunta comunale di Benevento in questa storia è parte lesa, non posso non domandarmi cosa accadrebbe nel caso in cui l'esecutivo cittadino decidesse di costituirsi parte civile nel procedimento che ne seguirà. Come si porrebbe l'assessore in questione, vista la situazione di evidente conflitto di interessi?

Io credo che l'interrogativo sia legittimo, sulla spinta di sentimenti di buonsenso e correttezza istituzionale. Ricordo a me stessa che tra Comune di Benevento e Gesesa esiste un rapporto politico-gestionale di natura diretta. Se le faccende oggetto di inchiesta fossero state estranee al Comune di Benevento, pur trattandosi di un congiunto di un componente della squadra del Ssindaco, probabilmente non ci sarebbe stata alcuna ragione valida per sollevare la questione.

Ma in tal caso non penso si possa restare in silenzio. Questo perché la spinosa vicenda del depuratore a Benevento si trascina oramai da troppi anni. E addirittura in queste ore ho appreso del mancato rinnovo dell'incarico al Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, Enrico Rolle (in seguito a scadenza del mandato triennale), avvicendato con il prof. Maurizio Giugni, con il quale intendo subito stabilire una interlocuzione politica per cercare di snellire le procedure di realizzazione del nuovo impianto di depurazione cittadino.
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Ha replicato Mignone: “Ho sempre svolto unicamente l’attività di avvocato e non ho mai ricoperto alcun ruolo nell’Amministrazione della Società Tecno Bios s.r.l. che del resto sarebbe per norma deontologicamente incompatibile. L’unico legame è che sono coniugata con il dott. Piero Porcaro da 28 anni e che, nell’eminenza, avrà la possibilità di fornire, una volta avuta piena conoscenza degli atti a sostegno della provvisoria contestazione, i dovuti chiarimenti.

L‘imputazione provvisoria a carico di mio marito appare, nel complesso della vicenda, assolutamente marginale e lo stesso GIP ha respinto la richiesta di sequestro dell’azienda. La storia, anche recente, di questo paese ha dimostrato che le decapitazioni politiche a mezzo informazione di garanzia, peraltro, nel mio caso, addirittura di rimbalzo, si sono moltorivelate, alla luce degli esiti finali delle vicende giudiziarie, assolutamente intempestive ed ingiustificate.

Ci fossero stati elementi giudiziari nei miei confronti non avrei esitato un attimo a farmi da parte. in questa prospettiva non ho alcuna intenzione di dimettermi dalla carica di assessore e continuerò a lavorare per il Comune di Benevento con ancora più impegno, attendendo fiduciosa l’esito delle indagini.

Mi pare evidente che se qualche atto della Gesesa dovese essere in discussione nella giunta comunale mi assenterei per una mia dignità personale e per rispetto delle istituzioni comunali.

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“Come ex Ministro della Giustizia ho rispetto per la magistratura nella sua espressione costituzionale. E tale rispetto l’ho manifestato anche quando il peso investigativo nei miei confronti lo ritenevo ingiusto. Ed era tale se la sua resilienza fu dimostrata infondata in sede di giudizio. Ogni attore di questa vicenda avrà modo di far valere le sue ragioni. Personalmente, però, non ho mai partecipato a gioie per le disgrazie altrui, per la mia cultura cattolica che ha rispetto di tutti... Ho sempre auspicato nella mia azione politica ed istituzionale, un umanesimo giudiziario garante della persona. A chi vuole, con sciacallaggio politico, utilizzare quanto si è verificato, come i 5 Stelle, voglio ricordare che la doppia morale è ignobile. L’assessore Mignone non è indagata. Fate dimettere la Appendino, sindaco di Torino, a processo per la morte di alcune persone, reato non certo lieve”. LQuesto quanto dichiarato, in una nota serale, dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella.