Le inopportunità politiche delle nomine al Comune che a Benevento emergono a scoppio ritardato

- Opinioni IlVaglio.it
Maria Carmela Mignone
Maria Carmela Mignone

Come la rana e lo scorpione nella favola di Esopo, ogni tanto il Movimento 5 Stelle torna alla sua natura primigenia, manifesta empiti di purezza, si scaglia politicamente – dal centro alla periferia - contro le pagliuzze dei terzi dimentico delle proprie travi, con le eccezioni in tale rigore che riguardano solo le violazioni alle sue astruserie regolamentari (filosofiche pinzillacchere).

Da ultimo eccolo a Benevento, con una senatrice e le consigliere comunali di Benevento (Sabrina Ricciardi, Marianna Farese, Anna Maria Mollica), chiedere a gran voce le dimissioni dell'assessora comunale di Benevento Maria Carmela Mignone (leggi sul Vaglio.it), ‘rea’ di essere la moglie del titolare di un laboratorio d'analisi che ha svolto rilevazioni per conto di Gesesa - e come tale uno degli indagati nell'inchiesta della locale Procura della Repubblica, (leggi sul Vaglio.it). Un’indagine che ha messo assieme, in questo iter giudiziario solo ai primi passi, depuratori, inquinamento, politica (Gesesa – Arpac -dipendenti privati e pubblici e sindaci o ex).

La prevedibile replica dell'interessata (che c'entro io con il lavoro di mio marito?, per semplificare) in effetti pone un dilemma sulla 'mira' degli strali grillini (ma non solo: anche dei proverbiali silenzi dell'altra, spuntata, opposizione, quella del PD).

Dilemma non legato alla attualità stretta, ma piuttosto datato nel tempo, all'insediamento della 'nuova' giunta comunale mastelliana del 25 febbraio scorso, avvenuto dopo lo scioglimento del dubbio del sindaco (dimissioni no o no?) che non ha tolto per una ventina di giorni il sonno ai cittadini. Allora, evidentemente non venne posto con adeguata forza l'unico problema da porre, quello della 'mera' opportunità politica della nomina ad assessora della moglie del titolare di un laboratorio di analisi che svolgeva rilevazioni per Gesesa, partecipata del Comune di Benevento il quale in essa nomina tre membri del CdA – presidente compreso -.

Quella nomina dell’assessora fu effettuata, oltretutto, dopo un lungo periodo di rapporti ‘piuttosto vivaci' fra Comune di Benevento, associazione ambientalista Altrabenevento, Gesesa e appunto Tecno Bios (il laboratorio in questione) in ordine alla questione della presenza del tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzone e Pezzapiana con cui si approvvigiona parte del servizio idrico cittadino.

Questione peraltro oggetto di un’altra inchiesta giudiziaria ancora in corso e che Altrabenevento ieri si è augurata - sulla spinta di quella appena deflagrata - sia portata a compimento d'indagini – leggi sul Vaglio.it -.

E che il tema dell'opportunità esista lo dimostrano le parole in replica ai 5 Stelle della stessa assessora allorquando Mignone scrive: “Mi pare evidente che se qualche atto della Gesesa dovese essere in discussione nella giunta comunale mi assenterei per una mia dignità personale e per rispetto delle istituzioni comunali”.
Lo dice oggi, però, dunque con un po’… di ritardo. E solo sotto la pressione di un'indagine che lambisce vicende tali prima come adesso.

Ma questo è solo un esempio, l'ultimo, di come la politica dimostri, diciamo così, una sorta di sostenibile 'leggerezza' nelle nomine.

Una riflessione - casualmente contestuale a questi fatti - di Luca Coletta, pubblicata sul Vaglio.it (leggi), offre un ulteriore monito nonché motivo di dissenso critico da questo modus operandi che svilisce la politica a cosa propria poco pubblica.

Parlando dell'area di via Pertini, oggi terminal bus domani chissà, ricorda che il “progetto riguardante l’ex campo del Collegio La Salle, inserito dall’attuale Amministrazione nel pacchetto di interventi di riqualificazione urbana” venne “confezionato ai sensi del cosiddetto 'Bando Periferie' di cui al Dpcm 25/5/2015, e redatto illo tempore da professionista successivamente nominato dirigente esterno a tempo determinato del Settore Urbanistica del Comune - inopportunamente - competente per l’istruttoria del medesimo intervento”. A quanto pare, le improvvide nomine sono state più d’una e chissà risalendo per li rami…