Torna a essere cattiva l’aria a Benevento. E ora di cambiarla e di dare finalmente più spazio alle biciclette

- Ambiente Sanità IlVaglio.it

Uno dei cavalli di battaglia che alimenta il serbatoio dell'informazione locale per qualche tempo era divenuto un ronzino. Il lettore, quindi, da un po' è rimasto orfano di notizie sulla qualità dell'aria respirata a Benevento, sulle bizze delle centraline, su provvedimenti e ordinanze conseguenti. E poi... finalmente: ci ha pensato Il Mattino di domenica 17 maggio a sbloccare l'impasse, evocando il primo giorno di sforamento dei limiti delle polveri sottili dopo la chiusura totale da morbo.

Nel corso della quale, si può star certi, il Benevento non è stato da meno rispetto ad altre realtà: come a Napoli, durante la chiusura totale, è avvenuto il miracolo delle acque marine limpide, così a Benevento la scomparsa del traffico ha offerto maggior ristoro ai polmoni, e diradato le preoccupazioni mediatiche e istituzionali.
Ebbene, pure quest'aspetto, non proprio da poco, rientra fra i benefici collaterali intervenuti a tutela della salute pubblica. Come tale, era lecito attendersi uno sguardo più attento dell'amministrazione civica, magari prendendo spunto dai disagi di periodo per una politica ambientale fatta di piccoli passi e volta a immaginare il futuro che oggi sta profilandosi, quello di una mobilità urbana che giocoforza prevede un incremento dell'uso del mezzo privato.

Dal governo locale naturalmente non si pretende troppo, non ci si aspettano rivoluzioni, né la capacità di trarre forza dai limiti imposti dalle circostanze: inaugurare il servizio di 'bici condivisa' in questo periodo non è impossibile ma è certo complesso (nel passato, invece, è stato un delittuoso errore) causa gli stringenti criteri per renderlo sicuro; rinforzare il trasporto pubblico, dove i posti per mezzo saranno ridotti, è possibile, ma sempre nell'alveo della sicurezza citata.
Il 'poco', invece, poteva essere una campagna in favore di un più massiccio utilizzo della bicicletta (personale: ora c'è, tra l'altro, anche un sostegno economico per decreto-legge...), rimuovendo ordinanze impeditive del tutto anacronistiche e avviando un modesto processo di 'trasformazione' della città attraverso la posa di una qualche prima pietra di pista ciclabile nello stesso circuito cittadino.

Perché il progresso, assieme all'ipermoderno delle tecnologie tipo gli attuali lavori in corso per la posa della fibra ottica e dunque per connessioni internet sempre più pulite e veloci, è fatto anche di questa semplicità.

Invece, il cerchio torna a chiudersi: con gli sforamenti che ritornano e con essi – prima o poi - pure il balletto delle ordinanze.