Mastella scansa, ma il maltempo non ha flagellato Benevento, come la pantera non s'è mangiata i sanniti

- Opinioni di Carlo Panella

I fatti hanno confermato quello che era più che ipotizzabile: nessun grave maltempo si è abbattuto ieri sui beneventani. Il sindaco Mastella martedì ha chiuso giardini pubblici, cimiteri e ordinato agli amministrati di non sostare sotto alberi e cornicioni per l’intera giornata di oggi. Ciò a fronte di un blando allarme giallo diramato dalla Protezione Civile Regionale. Aveva annunciato pioggia e vento e forse temporali. C’è stata infatti poi qualche innocua precipitazione, nulla che poteva giustificare le imposte chiusure.

Il sindaco Mastella è arcinoto in città per l’atteggiamento che assume di fronte a qualsiasi rischio, diramato o meno dalla Protezioni Civile, anche il minimo ed eventuale: chiusure! Ben lo sanno gli studenti che, grazie a questo atteggiamento, hanno saltato un sacco di lezioni.

Ne ho già scritto su questo giornale, un annetto fa in un articolo intitolato: “Come Don Abbondio, Mastella non va controvento. ‘Il coraggio, uno non se lo può dare’, e nemmeno conviene…”. Lo si può rileggere cliccando qui.
Le continue risposte sproporzionate rispetto ai rischi ambientali prospettati dipendono essenzialmente dal non voler correre lui personalmente dei rischi legali nella pur ipotetica possibilità che quanto paventato poi possa provocare qualche danno.

Mette sé medesimo “sicuramente al sicuro” ed eventualmente i cittadini. Che però un prezzo lo pagano: ogni qualvolta si limita a qualcuno la possibilità di fare ciò che normalmente può si fa un danno. Per cui devono esserci davvero seri e certi motivi per ordinare impedimenti.
Questo in generale.
Figurarsi in questo maggio, dopo che i cittadini hanno dovuto subire mesi di chiusure e ordinanze per la – quella sì grave e pericolosa – minaccia del contagio dalla Covid-19.

Ma Mastella, se può scansare, scansa e così immediatamente ordina e chiude, interdice. Eppure nessuno l’ha obbligato a fare il sindaco (come all’epoca a Don Abbondio a fare il curato), un ruolo che prevede un alto grado di responsabilità, anche legali.

Ne scriviamo ancora, perché puntualmente dopo ogni inutile chiusura la fa franca e nessuno gli ricorda il danno che ai cittadini impediti comunque ha creato: la libertà è la regola, il divieto è l’eccezione. Ma siamo consapevoli che non cambierà atteggiamento. Infatti, pur di scansare lo scansabile, il sindaco si è addirittura sentito in dovere di mettere in guardia i beneventani (il 2 maggio, al tempo del lockdown !) dal “rischio-pantera nera”. L’ha fatto con un post su quella oramai sua mitica pagina fb, mettendo in guardia dall’immaginario felino che si aggirerebbe, non si capisce a far cosa, nelle campagne sannite (vecchia leggenda che, a distanza di anni, ciclicamente ritorna anche su alcuni giornali).

Figurarsi se non chiudeva a fronte di un codice giallo vero, per quanto moderato rischio esso annunci. Un post davvero memorabile esilarante fin dalla prima parola, quel ‘pare’ impareggiabile, per cui uno si esprime senza essere nemmeno certo di quel che dice: "Pare sia stata segnalata una pantera, o animale non domestico, dalle parti dello stadio, andando per la Fondovalle Sabato e nelle aree boschive. Perciò, state attenti. Controllate i bambini nelle uscite. E segnalate eventuali uccisioni di animali domestici. Insomma, prestate attenzione. Sulle tracce ci sono carabinieri, forestale e polizia, che ringrazio, però: attenti”. Una proposta rilettura, che non ha ormai più la speranza di un virtuoso ravvedimento, più che altro, “per rinfrancar lo spirito”, tra un giallo e l’altro...