Quel che si sta muovendo dopo l’annuncio di Mastella di schierarsi stavolta alle Regionali con De Luca

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Chi ha paura del Mastella cattivo? A quanto pare tutti, meno uno. Quel Vincenzo De Luca che non ha mai nutrito dubbi sulla sua ricandidatura alla Presidenza della Giunta della Regione Campania (col Pd o senza) e al quale il sindaco di Benevento ha di recente promesso appoggio attraverso l’assemblaggio di una lista civica. E’ l’ultima, per ora..., novità in chiave sannita, con una motivazione (im)politica di fondo addirittura accettabile. Il nuovo scenario disegnato dall’emergenza coronavirus, infatti, ha lasciato il segno in questi mesi nei rapporti di forza e di comunicazione offrendo al prossimo appuntamento delle elezioni regionali una figura di carisma accresciuto – appunto De Luca, che ha fatto impallidire Crozza, lasciando preferire l’originale alla copia -.

L’ex sindaco di Salerno/sceriffo di fatto ha registrato un’audience anche nazionale tra provvedimenti adottati e misure di contrasto al contagio e di ‘soccorso’ alle categorie sociali, nella padronanza assoluta della ribalta che ha oscurato qualsiasi altra personalità. E, sembrando ai più proprio questa la lettura scontata della prova che verrà nelle urne, non sorprende affatto il (ri)posizionamento di Clemente Mastella. Che, magnanino, ha pure lasciato campo libero ai suoi consiglieri comunali di scegliere tanto il centrodestra quanto il centrosinistra nell’occasione delle Regionali, non influenzando – tale opzione – il patto di governo della città. Prova ulteriore di una politica ormai complessivamente senz’anima (ideologica).

Orbene la possibilità che venga sottratto l’osso, come De Andrè insegna, se proprio non ha aguzzato gli ingegni di certo ha smosso le acque.

Di qui, ad esempio, il ‘tutoraggio’ di Fulvio Martusciello (da nemico d’un tempo ad amico di Mastella nel prosieguo) in Forza Italia Benevento. Si affiancherà, con compiti di contenere una possibile emorragia, al commissario provinciale Mauro, personalità politica oscurata rispetto ai coniugi Mastella (il sindaco e la consorte Alessandrina Lonardo, senatrice forzista della Repubblica), nella consapevolezza dell’importanza di ogni singolo voto in una competizione elettorale. Interessante tuttavia l’analisi di Lab Tv, che vede nel sindaco di Benevento un personaggio alla Strehler: “Con De Luca, col quale ha imbastito una alleanza elettorale e per la quale ha dato libertà di coscienza, ma fino ad un certo punto, ai suoi uomini della maggioranza; col centrodestra, sfruttando la sua presenza in Forza Italia di cui, dopo il covid, è soggetto molto forte, tale da determinare percorsi, lasciandosi aperta una via di fuga al solo sospetto che le sue sorti non siano messe in discussione. E conoscendone la proverbiale vena camaleontica bada a coglierne il massimo vantaggio possibile ricorrendo anche a mezzi estremi, machiavellicamente conformi all’agone politico”.

Dal versante del centrosinistra, Anteprima 24 registra, in corridoio, i presunti mal di pancia del segretario Pd partenopeo, Marco Sarracino: “Dai dem partenopei trapela forte irritazione per il patto De Luca-Mastella. Il segretario provinciale, Marco Sarracino, scelto per dare al Pd un nuovo volto, sarebbe fortemente imbarazzato dall’ipotesi di un’alleanza elettorale con Mastella. Anche perché si ritroverebbe a fare una campagna elettorale a braccetto con De Mita, Pomicino e Mastella. De Mita e Pomicino sono gli ispiratori, insieme a Riccardo Villari, di una lista civica centrista per De Luca”.

E, nel Sannio, ecco il risveglio mediatico del deputato Del Basso De Caro: “Nessun veto” - ha scritto Il Sannio Quotidiano - e per carità all’ipotesi mastelliana collaterale al centrosinistra, ma anche nessun entusiasmo e comunque situazioni ben differenziate in città (man forte in tale senso è venuta dal segretario cittadino De Lorenzo e dal candidato sindaco sconfitto nel 2016 Raffaele Del Vecchio, entrambi ospitati sul Mattino).

Una breve carrellata d'esempi dai e (grazie ai) quali ancora una volta, insomma, si avverte, forte, l’impressione che l’esperienza di Mastella, con il suo carico anche di ambiguità, riesca a rendere centrale, nel dibattito, solo la sua figura distogliendo l’attenzione dai risultati.

Il trucco è vecchio eppure ci cascano sempre in tanti. Lo svelerebbero, ogni volta, solo due elementi, coerenza e contenuti. Ma vorrebbe pure dire ‘rifondare’ i soggetti politici locali: campa cavallo.