La movida non si frena: a Benevento in conflitto gli stessi esercenti dei locali, almeno 33 in un’area ridotta

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Immagine di repertorio
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Giornate movi(da)mentate a Benevento e nella buffer-zone, queste della ripresa post-emergenza coronavirus. Vari (come la piazzetta) gli attori. C'è il Comitato di Quartiere Centro Storico e la bozza d'accordo con un certo numero di attività commerciali e di intrattenimento della zona.

C'è il 'controcanto' del comitato degli esercenti ribatezzatosi à la Arbore (“Quelli della notte”, nome di fantasia per una mission reale), contrari alla disponibilità dei primi sopra citati.

E c'è pure il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che riunisce, in Prefettura, consesso d'autorità politiche e 'militari' adunatosi lo scopo di limitare i danni (monitoraggio, telecamere, controlli serrati: arnesi di sempre, arnesi di mai) del fenomeno ludicalcolico.

Punti di vista diversi che partoriscono idee, tentativi di conciliazione, doktat repressione: dall'aumento delle aree per lo spazio esterno dei locali ai parcheggi 'riservati' ai residenti agli orari accorciati per spacciare alcol e decibel.

E' il segmento più difficile da raccordare al buon senso e alle prescrizioni. Anzi, al momento, quasi impossibile, dovendosi conservare un distanziamento fisico, indossare mascherine, evitare assembramenti, insomma attenersi ad un minimo di prudenza per evitare politiche del gambero in fatto di 'reclusione coatta' fra le mura di casa, nuovamente.

Non si comprende, infatti, come si possa coniugare queste regole con la 'filosofia' della movida, dell'apericena, dei drink e delle birrette, degli shottini e del vomito e delle pisciate faccia al muro (quando va bene) e delle gradassate da delirio etilico.

Dunque, per il Comitato riunito in Prefettura basterebbe smettere le somministrazioni alle 23 e chiudere a mezzanotte... Poi è arrivata l’ordinanza di Vincenzo De Luca che da Napoli ha chiuso direttamente alle 23 i locali della movida in tutta la regione. E amen.

Piuttosto, c'è da riflettere su un piccolo dato, fotografato oltre che dalle diverse note diffuse alla stampa, pure da un articolo del Mattino del 20 maggio, che parla appunto delle “posizioni differenziate” di “22 titolari di strutture ricettive firmatari del documento... del Comitato di quartiere Centro Storico e gli 11 aderenti all'associazione 'Quelli della notte', lo zoccolo duro della movida”.

Ovvero: ci sono locali diversi tra loro - come dimostra l'atteggiamento avuto rispetto alla risoluzione del problema post-pandemia, di cui abbiamo detto a inizio articolo - e che rispondono alle variegate esigenze giovanili di divertimento giovanile, Il Mattino ne ha contatati comunqe 33 che sono concentrati in un'area (non vastissima, invero) che – chissà – magari si ispira al Meatpacking District della New York più trendy...

E per finire, il Conte (premier): “Non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale". A Benevento s'affronta la discesa.