Sul termine di scadenza dell'IMU Mastella deve produrre subito atti. Le parole 'piacione' possono portare a casse vuote

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Clemente Mastella, sindaco di Benevento
Clemente Mastella, sindaco di Benevento

Certo, appare quasi indelicato discutere di tasse – genericamente intese - proprio quando il motore economico della città di Benevento ha cominciato a salire, a poco a poco, di qualche giro. Ma su di esse ci si confronta spesso in politica e talora con qualche asprezza. L'ultimo faccia a faccia sul tema è di questi giorni e interessa la “regina” delle imposte locali, cioè l'IMU (che grava sui fabbricati).

A seguito della nota stampa di palazzo Mosti (leggi sul Vaglio.it) che ha inteso rammentare ai contribuenti la scadenza per il pagamento della prima rata (16 giugno) in pratica versando la metà dell'importo dello scorso anno, è intervenuto il consigliere comunale di opposizione Italo Di Dio (leggi sul Vaglio.it).

Quest'ultimo dichiarandosi stupito della scarsa sensibilità dell'amministrazione mastelliana verso i contribuenti azzannati dalla crisi, circostanza che avrebbe dovuto imporre uno slittamento dei versamenti e nessun eventuale aggravio di sanzioni su quelli effettuati oltre la fatidica data prevista.

Puntuale, e paradossalmente anche... in anticipo, la replica del primo cittadino (leggi sul Vaglio.it) che ha confutato la tesi del consigliere del centrosinistra e ha parlato di una proroga al 30 settembre dell'acconto Imu “per coloro che hanno registrato difficoltà economiche a seguito dell’emergenza Covid-19 senza che vengano addebitati interessi o sanzioni per il ritardato pagamento”.

Materia scivolosa (nel senso che i soldi scivolano via dalle tasche) questa, non amata tanto dal cittadino quanto dal politico: il primo talvolta incline a considerare odiosi i balzelli (e infatti esistono ampie sacche di evasione), il secondo poco incline a giocarsi il favore popolare facendosi passare per esponente del partito dei vampiri.

Ma tant'è: l'Imu esiste e va pagata. Prima o poi importa relativamente, purché si abbia cura di pensare che le imposte sono le entrate più importanti dell'ente locale e che, da esse, discendono funzionamenti della macchina amministrativa tra i più essenziali.

Questo non confutabile assunto (i comuni non stampano moneta da sé...) è anche la freccia più acuminata della faretra di Mastella diretta al bersaglio dell'opposizione. Ma il sindaco – come abbiamo letto - non si limita a ciò, perché deve pur soddisfare l'aspetto politico della vicenda, ed eccolo parlare di una decisione assunta “di prorogare la data del versamento dell’acconto IMU 2020 al 30 settembre per coloro che hanno registrato difficoltà economiche a seguito dell’emergenza Covid-19 senza che vengano addebitati interessi o sanzioni per il ritardato pagamento”.

Per ora siamo alle intenzioni piuttosto che ad atti ufficiali, ma “...conseguentemente adotteremo in Consiglio comunale una delibera”, scrive a seguire Mastella (fiducioso anche del fatto che l'assise comunale dovrà tornare a riunirsi una buona volta!). Se si risale infatti alla nota originaria di palazzo Mosti e si accede al seguente link (clicca per leggerlo)
http://www.comune.benevento.it/bn2_ pagine/contatti/modulistica/tributi/Tributi2020/nuovo
_MANIFESTO_imu_2020.pdf
), del manifesto ufficiale dell'Imu 2020, quello peraltro affisso per le vie cittadine, ci si rende conto che in esso non si fa menzione affatto di tale agevolazione – nonostante del Covid 19 si respirassero i drammatici effetti prima della stampa e dell'inserimento sul sito di palazzo Mosti -.

Dunque, la contestazione di Di Dio è – come dire – avanzata nei termini se, solo dopo, il sindaco risponde applicando la classica regola dell'annuncio 'piacione' (la proroga che non c'era prima del sollecito dell'opposizione è magicamente apparsa). Che però dovrà vedersi tradotto in realtà a questo punto prima del 16 giugno, data originaria di scadenza. Questo perché così formulato, il senso della proroga è indistinto e l'intera platea dei contribuenti può sentirsi coinvolta, generando un possibile vuoto in cassa rispetto alle previsioni comunali.

Infatti, la piccata precisazione della fascia tricolore beneventana non scioglie affatto dubbi, non scorgendosi nelle sue parole alcun criterio specifico per accedere alla proroga se non generiche difficoltà economiche legate al 'morbo'. Quindi, tutti – appunto - potrebbero averle patite: da chi ha guadagnato qualche spicciolo in meno a chi ha conservato lo stipendio ma innalzato le spese a chi, purtroppo, ha perso il lavoro, senza escludere la drammatica gamma intermedia.
Viva l'annuncio - ma come sempre A iatta prisciarola... fa i iattareddi orbi, recita un popolare adagio.