Sarà per un’altra volta il solito racconto della notte prima degli esami

- Opinioni IlVaglio.it

Come i servizi sul tempo e le città vuote o piene lo stesso, e come la pioggia o il bel tempo a Ferragosto, ecco che la sindrome (anche) sannita del foglio bianco rimane relegata ai margini quando tocca alla notte prima degli esami. Non solo una canzone e un film, ma un argomento pret-a-porter, di quelli classici. Con l'aggiunta, quest'anno, della ovvia novità del morbo, che ha dettato tempi ancor più moderni per tamponi della vigilia, didattica a distanza nel mentre e, conseguentemente, prova finale ammantata d'ulteriore curiosità, dalla sistemazione logistica alla traduzione pratica. Dunque, uno stato d'animo così soggettivo da meritare di essere raccontato uguale ogni anno secondo modalità oggettive che ne scoprono, con moto di sorpresa giornalistico, il valore di rito di passaggio.

Non mancano all'appello gli auguri istituzionali (sindaco, presidente della provincia, rettore) che sono al tempo stesso auspici (giovani come future matricole e elettori).

Mancheranno, il giorno dopo la notte, le discussioni e le percentuali di scelta sulla traccia del tema, ma è probabile possa assistersi a un’evoluzione della specie mediatica attraverso il racconto dello svolgimento e della sensazione del colloquio orale. Tutto ciò fino allo sbocco provinciale sannita (e non solo) del voto e della ribalta concessa ai 'cento', secondo quella logica selettiva della società che i maturandi impareranno ad apprezzare da subito, sia dalla loro prima prova di maturità appunto. Appuntamento al prossimo anno: già potrebbe contenere – dopo i tempi della pandemia - la novità del ritorno alla normalità, come speriamo, e quindi proporre il canone tradizionale, così rassicurante perché ogni volta nuovo nella sua immutabilità: e sarà ancora il racconto di una notte prima degli esami.