Mastella la smetta di telefonare di notte a casa dei beneventani: li spaventa inutilmente

- Cronaca IlVaglio.it

Si, la misura è colma. E va detto senza remore, o infingimenti. Quando alle 22.45 di un sabato sera (20 giugno 2020, uno scioglilingua numerico...) squilla il telefono di casa e dall'altro capo del filo avverti la voce del sindaco di Benevento Clemente Mastella, ebbene... hai ben poche vie d'uscita, quelle che nonostante tutto t'incollano alla cornetta: o la comunicazione, urgente e indifferibile, di una catastrofe naturale, o – ma il sospetto viene ascoltando - l'ennesimo colloquio pre-registrato infarcito di precauzioni da adottare e responsabilità, individuali, da assumersi per scacciare il pericolo di un'onda di ritorno del virus.

Ma all'altro capo del filo potrebbero esserci: anziani al secondo sonno o genitori con figli in giro, per restare alle categorie più... deboli.

E il fatto che una intrusione simile, e soprattutto senza contenuto e costrutto rilevanti, si faccia strada nella tranquillità o timore del fine settimana resta una prova di assoluta indelicatezza umana, prima ancora che politica.

A ciò s'aggiunga una elementare considerazione: quando (e speriamo mai) le telefonate conteranno davvero, c'è il rischio che – per l'assuefazione al nulla che Mastella favorisce con i suoi trilli – non la si sollevi proprio, la cornetta. Con quel che poi potrebbe seguire.