Il sindaco di Benevento che non sopporta Salvini, ma che lo fa balenare

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Giuliana Saginario
Giuliana Saginario

E' davvero grazie alla cronaca minuziosa di Gazzetta di Benevento che sono venuti fuori non solo l'aspetto principale, ovvero gli esiti (i voti sui vari punti all'Ordine del Giorno, ben 9, tutti approvati in virtù della legge della maggioranza) ma anche alcuni risvolti del primo Consiglio comunale che si è tenuto a Benevento – a fine giugno - nell'anno solare 2020. In particolare, interessante si è rivelata la discussione sul Regolamento Comunale, anzi – a esser più ristretti – sulla modifica da apportare all'articolo 89 dello stesso, che – brevissimo – recita: “Il bilancio di previsione, quando prevede l’assunzione di mutui, deve essere approvato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati”.

La... miccia è stata accesa dalla presentazione di un emendamento che ha vivacizzato la discussione perché non proveniente dalle fila della minoranza ma da una (a questo punto piuttosto audace) consigliera della parte mastelliana, Giuliana Saginario. La 'ratio' dell'articolo, se vogliamo, è nella sua fondamentale tutela della collettività, di cui il Consiglio comunale è sintesi per voto elettorale: se si intende contrarre un debito poi da ripianare, a cura ovviamente della comunità degli amministrati, è meglio che ci sia la più larga consapevolezza - e dunque non venga modificata tale soglia (ovviamente l'emendamento, su cui si è registrata la convergenza dell'opposizione, è stato respinto).

Ora, la dialettica democratica non sorprende, per quanto va riconosciuta a Saginario la bontà della iniziativa di direzione ostinata e contraria e giusta, nonché una patente a tutela del pubblico bene; quel che sorprende, invece, nel racconto che ne fa Gazzetta, è la reazione del sindaco Mastella: “Sono contrario (all'emendamento, Ndr)... La popolazione è messa in difficoltà magari da pochi consiglieri comunali. Il Consiglio si può imbranare (testuale, Ndr) e non muoversi più. Non c’è alcuna alterazione della volontà democratica. Ma resta il fatto che non posso essere ossessionato dai pochi numeri”.

Segna una iota d'irritazione verso la democrazia 'rafforzata'. Evoca un po' il concetto delle 'mani libere'. Richiama il leghista Salvini. Mastella dice che non lo sopporta eppure lo fa balenare...