I tifosi del Benevento manifestino la loro gioia nei limiti che la situazione generale impone

- Opinioni IlVaglio.it

Empoli-Benevento, 'clou' del programma della decima giornata di ritorno del campionato di serie B, vive soprattutto sul suo essere 'vigilia'. Vigilia della possibile promozione ufficiale in serie A del Benevento calcio, perché quella del cuore è già avvenuta da tempo. Un solo interrogativo, quindi: basterà già la trasferta toscana a fissare in via definitiva il destino dei giallorossi di mister Inzaghi o sarà necessario un modesto spostamento di giorni? Importa poco per via dell'ormai definito elemento emotivo, ma importa il giusto e offre il destro al 'senso' sannita del turno.
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Piuttosto, lo sguardo (e il dibattito che ne ha seguito la traiettoria) non può che spingersi anche più in avanti e fare tesoro della non edificante esibizione offerta di recente dai tifosi del Napoli vittorioso in Coppa Italia. E' quanto la parte consapevole della città auspica e anche le istituzioni, a partire dal sindaco Mastella, il quale non ha dapprima dimenticato – giustamente – di ammonire e “ricordare alla cittadinanza di stare attenti. Avremo, nella nostra città, momenti di gioia sportiva intensa, perciò l’attenzione sia massima”.

Poi è stato tutto un ruzzolare d'interventi, in cui come sempre la politica ha invaso in maniera pesante il campo dello sport. C'è il primo cittadino che ha avuto modo di ammonire affinché non vengano preventivamente apposti, per assecondare la gioia da esternare a risultato acquisito, striscioni dall'uno all'altro palo dell'elettricità pubblica: “A qualche idiota che contesta la decisione tecnica di non mettere striscioni da un palo all’altro (ha detto un sempre più incazzato sindaco, NDR) voglio ricordare che la società che gestisce la elettricità ci ha diffidato dal consentire il dispiegarsi degli striscioni. Possono verificarsi incidenti anche mortali e non vorrei che la gioia si triti in dolore. E gli stessi che oggi contestano questa decisione mi accuserebbero di non aver vigilato e finirei dritto davanti al giudice. Si possono, lo ripeto, mettere le bandiere. Perciò le parolacce e le minacce non mi intimorisco no. Gioia sportiva, ma ho il dovere di evitare tragedie”.

Apriti cielo: ecco il via vai di accuse incrociate e titoli e campagne-stampa (contro i vigili urbani che sulle prime avevano fatto osservare il divieto, soprattutto), fino alla celebrazione del 'solito' Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura.

Al termine del quale, riferisce Gazzetta di Benevento, è giunta la 'regolamentazione' del tifo, con presidi delle forze dell'ordine in punti nevralgici della città perché zone di raccolta (come piazza San Modesto o Risorgimento, il corso, eccetera), e comunque la ritrovata possibilità di striscioni stesi tra i pali della pubblica illuminazione, ma quelli più nuovi come installazione, quindi a minore o bassissimo rischio di crollo...

Tutto ciò non senza aver precedentemente registrato le incursioni ufficiali di Italo Di Dio (leggi sul Vaglio.it) e del Patto Civico (leggi sul Vaglio.it).

Insomma, ben prima che quello tecnico/agonistico, l'aspetto davvero più importante si è rivelato il 'controllo' dell'esuberanza eventuale, che poi, al di là di queste stucchevoli polemiche, si dovrebbe tradurre – più semplicemente – nell'osservare un atteggiamento ancora prudente assecondando la norma quanto rispettando lo stato d'animo di chi ha vissuto il coronavirus con la paura fottuta di rivelarsene ospite. Solo questo dovrebbe bastare ai tifosi perché facciano della loro gioia e dell'orgoglio sportivo un momento di condivisione 'ragionata', avvertendone i limiti.
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Tutto ciò ha quasi fatto passare in secondo piano proprio la partita in Toscana, il vero momento centrale (“Possiamo vincere il campionato a otto giornate dalla fine dei giochi e tra trent'anni si parlerà di questo Benevento e questo è lo stimolo più grande che dobbiamo avere. Per vincere a Empoli servirà la migliore prestazione della stagione, ma questa squadra ci ha abituato a tutto e non mi sorprenderei se ci offrirà un'altra grande gara”, ha dichiarato il mister Inzaghi nella conferenza stampa pre-partita), l'evento sportivo che si carica di significati sportivi, e non altro. E che invece il proverbiale provincialismo sannita è riuscito a trasformare nell'ennesima lotta di pollaio. G.F.