Un Conferenza economica provinciale per il rilancio post coronavirus e la Chiesa come corpo sociale intermedio

- Opinioni di luigi de nigris
La sede della Curia Arcivescovile di Benevento
La sede della Curia Arcivescovile di Benevento

La mia proposta di istituire una Conferenza economica provinciale, quale luogo o strumento per ascoltare, raccogliere proposte, elaborare soluzioni territoriali, per poi utilizzare al meglio le risorse al rilancio economico post corona virus, non sembra aver finora trovato riscontri: né favorevoli, né contrari. Difficile stabilire se perché ritenuta inadeguata o impraticabile, oppure carente nei presupposti o nei contenuti. Più semplicemente, potrebbe anche essere stata archiviata per indifferenza al problema, per snobismo politico o per innocente indolenza. Queste considerazioni, pur se differenti tra loro, indicano comunque una mancanza di sensibilità politico-istituzionale per la quale – è bene precisare - non me ne dolgo. Analoga indifferenza è stata infatti riservata anche a proposte similari provenienti da ambiti sicuramente più valenti ed autorevoli del sottoscritto.

La sensibilizzazione degli attori dello scenario politico-amministrativo del Sud – “affinchè si attivino per sperimentare nuove prassi ed azioni convergenti per il bene delle comunità” - è stata infatti oggetto di una precisa richiesta che i vescovi della metropolia beneventana hanno recentemente portato all’attenzione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ricordo che gli stessi Vescovi, lo scorso anno, diedero vita ad un interessante documento: “Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli amministratori”. Questo documento, ben prima della devastante crisi determinata dal Covid-19, esortava “gli amministratori a non agire in maniera disorganica o scomposta”, ma con “un progetto strategico di lunga gittata tale da privilegiare l’interesse comune, per consentire il benessere di tutti, singole persone come enti locali”. Anche in questo caso, a parte il rispetto attestato con la propria presenza da molti Amministratori territoriali al Forum degli Amministratori Campani organizzato per l’occasione, non mi pare abbia dato luogo ad iniziative o sortito qualche effetto in ambito locale.

Nessuna voce della politica ha inoltre commentato le recenti affermazioni di Mons. Accrocca, Vescovo di Benevento, riportate dalla stampa locale in occasione della presentazione del II° Forum degli amministratori campani:…”Con chiarezza vediamo che non andiamo lontano, se affrontiamo la questione in maniera parcellizzata o se ciascuno va per proprio conto perché ogni amministratore locale cerca di riportare a casa il piccolo risultato da usare come specchietto per le allodole per il proprio elettorato”.

Io spero che questo ulteriore, semplice, tenace ed autorevole richiamo, possa in qualche modo scuotere le coscienze, almeno di coloro che svolgono il proprio compito politico-istituzionale con grande competenza, coscienza e responsabilità. Non farlo significherebbe non solo avvalorare la tesi di essere “cacciatori di allodole” - piuttosto che rappresentanti del popolo - ma soprattutto certificare l’incapacità di una classe dirigente di farsi carico delle esigenze del proprio territorio di riferimento; l’incompetenza di programmare politiche territoriali di sviluppo; l’inadeguatezza di ricercare nuovi ed efficaci metodi di lavoro per trovare soluzioni ai problemi. Attività per le quali ci si candida e si chiede il consenso agli elettori.

L’apprezzabile iniziativa della Chiesa metropolita introduce però anche un altro argomento di particolare rilevanza. Ripropone a livello politico uno dei temi caldi e più intriganti del dibattito pubblico sul quale, ciclicamente e con giudizi spesso contrastanti - si misurano non soltanto studiosi e commentatori nostrani, ma anche molti osservatori internazionali: e cioè se nei corpi sociali intermedi rientra anche la Chiesa. Se sia giusto che la stessa assuma un ruolo rigenerativo rispetto alla congiuntura politica, distogliendola così dagli impegni tipici della pastorale ordinaria e dai numerosi problemi interni che da anni la tormentano.