Il Pd e la legge del contrappasso: sfiduciata l'amministrazione telesina. E' un duro lavoro quello dei notai alle prese con la politica...

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Non solo rogiti, dunque: l'attività dei notai della provincia di Benevento diviene più intensa e si incrocia sempre più con la politica, della quale accoglie le lagnanze sotto forma di rinunce. Dopo l'esempio di Sant'Agata de' Goti (disarcionata dopo appena un anno di governo la sindaca Piccoli) ecco quello di Telese Terme. Lo ha ricordato avanti a tutti Anteprima 24: “Ufficiale la sfiducia al sindaco di Telese. I 7 consiglieri hanno apposto la loro firma in presenza del notaio Franco, il cui studio si trova a Cerreto Sannita”.

In questo caso, il corto circuito mediatico è davvero sorprendente. Mentre, infatti, l'organo di informazione locale diffondeva la novità negativa per l'amministrazione in carica (che tale peraltro sarebbe rimasta ancora per poco, profilandosi le nuove amministrative a breve), il sindaco dimissionato Pasquale Carofano affidava ad una nota stampa la sua soddisfazione, ed il ringraziamento ai consiglieri che l'hanno votato in aula, per l'approvazione del rendiconto di gestione 2019 ed una variante al Prg che recava buone nuove per l'istituto scolastico Telesi@ (leggi sul Vaglio).

Stando alla paradossale sequenza d'eventi, Carofano ha dapprima la maggioranza durante la seduta di consiglio comunale, finita la quale scoprirà – anche a mezzo stampa – di non avere più la maggioranza consiliare, dissoltasi dinanzi ad un notaio. Ovvero, e qui sta non solo la similitudine con la vicenda santagatese ma un suo raffinato superamento (si scelga dove: a sinistra, a destra al centro, in cielo...), la sfiducia ancora una volta non è venuta nei luoghi della politica e del dibattito e della democrazia rappresentata, pur essendocene presentata addirittura l'occasione (ma è facile il gioco dell'invocare la consueta 'responsabilità').

Inoltre, matura quasi una sorta di contrappasso per il Pd sannita, che veste i panni del martello in terra gota e di incudine nella cittadina termale, quasi ad espiare il peccato originale della manovra di palazzo fornita come esempio. Infine, come è prassi, l'ormai ex sindaco ha espresso tutto il suo disappunto via social: “Voglio condividere con voi, 'miei' cari concittadini, che sette dei tredici Consiglieri comunali di Telese Terme si sono recati poco fa da un notaio per sfiduciarmi. Per questo dovrò lasciare la guida di una comunità bellissima che mi ha dato l'onore di servirla come sindaco per dieci anni vissuti con responsabilità, passione e senso civico. Non c'è nessun motivo per chiudere questa esperienza a qualche settimana dal voto delle amministrative di settembre che avrebbero fisiologicamente aperto la normale dialettica politica per il futuro di una comunità. È solo un atteggiamento che trasuda di irresponsabilità, di miopia politica e di egoismo che non tiene conto del particolare momento che stiamo attraversando di ripresa post Covid e di vicinanza al territorio e a coloro che hanno più bisogno di sentire il Comune a loro vicino”.

Al netto della tipica retorica di fase e periodo, c'è un ulteriore elemento di riflessione e di distinzione rispetto all'episodio santagatese: la cittadina stava scivolando verso le urne secondo il normale calendario amministrativo, pertanto la chiusura anticipata.dell'esperienza-Carofano è ambivalente, perché corre il rischio di creare una 'vittima' della politica politicante e, d'altro canto, suona semplicemente come il primo atto di campagna elettorale.