Mazzoni: sono un anonimo operaio della politica intento a costruire silenziosamente l'ambizione di un mondo migliore

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Erminia Mazzoni
Erminia Mazzoni

Da Erminia Mazzoni, già europarlamentare, deputata e vicesindaca di Benevento, candidata capolista a Napoli alle prossime Elezioni Regionali di settembre, per 'Campania Libera, a sostegno dell'uscente presidente Vincenzo De Luca, riceviamo e pubblichiamo: Gentile direttore, nel suo intervento di ieri su Il Vaglio (leggi l'articolo in questione del Vaglio.it) trovo molteplici stimoli, come sempre, per un confronto di pensieri, che spero voglia raccogliere, aprendo il suo giornale alla mia riflessione. Definire la politica come un virus non mi piace, significherebbe accettare l'idea di una società complice (cellula ospite), che le consente di riprodursi e di sopravvivere, perchè i microinteressi della politica (i microrganismi del virus) non hanno vita autonoma e non sopravviverebbero altrimenti. Potrei accedere al piu all'idea di una forma batterica che gode di vita autonoma e dove e come può causa focolai di malattia isolabili con il conforto degli antibiotici. Nell'uno come nell'altro caso mi definirei comunque un paziente immune.

Diciamo, però, che sono più interessata e direi adeguata a contribuire ad una analisi politica più che a uno studio epidemiologico e, quindi, uscendo dalla metafora, partirei dicendo che l'"anonimato" è una splendida condizione per chi come me interpreta la politica come impegno civico, da esercitare sempre e comunque, senza la necessità del favore dei riflettori. Il suo lungo corso quale serio professionista dell'informazione mi spinge a segnalarle che la mia piccola storia politica si è svolta sempre "al centro", non ho mai cambiato partito nè ho mai "trasformato" il voto degli elettori spostandomi, da eletta, da un campo all'altro.

E' noioso forse ricordarlo ma, non volendo abusare di quel titolo onorifico che ha inteso conferirmi di "teologa della teoria del trasformismo... ovviamente interpretata in maniera esclusiva con riferimento solo ai casi personali" ricordo che la DC, mia prima e sempre eterna fede, si è sciolta nel 1992, da essa sono nati il CCD e il CDU. Entrai nel CCD, che si trasformò poi in UDC e che fu parzialmente inglobato nel progetto PDL, che, della vecchia Casa delle Libertà, lasciò fuori solo la Lega di Bossi. Il PDL fu sciolto, per bizzarria di Berlusconi, dando vita nuovamente alle componenti che lo avevano costituito, con sigle diverse: e nacquero l'NCD (al posto dell'UDC), FdI (al posto di AN) e ritornò in campo FI.

Il mio percorso mi riporta alla mente l'indovinello dei tempi della mia infanzia "Cosa è che pur non muovendosi va avanti e raggiunge la meta? La strada". Sei anni fa decisi di non ricandidarmi, perché già percepivo la fine di quel centro destra nel quale avevo militato per tanti anni e ho fatto politica libera da appartenenze. Oggi gli schieramenti in campo sono cambiati e sarebbe ipocrita dire che tutto è rimasto come era per accreditare la tesi del trasformismo di chi, dopo anni di lavoro a bordo campo, decide di ridare la parola ai cittadini elettori. La parentesi benventana non ha interrotto il cammino apartitico. Sono stata coinvolta dal Sindaco ormai eletto come esterna per dare un contributo in qualità di delegato del Sindaco. Ma è stata breve, perchè invece Mastella aveva voglia di impegnare politicamente la sua amministrazione e io non ero pronta a scegliere un'adesione a FI.

Nel 2015 ho investito sulla proposta di De Luca, dandogli il mio voto, e oggi riconfermo quella scelta con più vigore, partecipando alla competizione elettorale in una lista civica, a sostegno di un programma di governo della Regione. Sono stata chiamata a rappresentare Campania Libera a Napoli e lo farò impegnandomi sui programmi più che sulle intese elettorali. Mi spiace deluderla ma il quadretto che ha immaginato non lo vedrà. E poi mi consenta una battuta, o sono anonima o sono una bandiera. Come ho già detto mi si addice di più il ruolo di anonimo operaio della politica intento a costruire silenziosamente l'ambizione di un mondo migliore. E l'unica voce che ascolterò, dopo il 21 settembre, sarà quella che esprimeranno i cittadini.
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(g.f.) Del "trasformismo consentito" non ha parlato Il Vaglio, ma le cronache giornalistiche in occasione della presentazione della candidatura dell'avvocatessa sannita con "Campania Libera" a sostegno di Vincenzo De Luca.