Panza, il nuovo che avanza ovvero la mai appagata gerontocrazia politica del PD sannita

- Opinioni IlVaglio.it

La lettera con cui Floriano Panza ha annunciato di dimettersi dalla carica di sindaco del Comune di Guardia Sanframondi, dove per inciso non poteva più ricandidarsi, gronda commozione e partecipazione alla pubblica utilità. Ma quanto egli ha scritto confligge con una realtà scolpita nella dura pietra del tempo: alla bell'età di 72 anni ha ritenuto che la sua carriera nelle istituzioni non fosse affatto giunta al capolinea. E, dunque, nel segno del via libera ai 'giovani' - direttamente o indirettamente coinvolti: Mastella (73 anni), De Mita (92 anni), Cirino Pomicino (80anni) eccetera - ha annunciato non solo di candidarsi al Consiglio Regionale, con una delle innumerevoli liste che affiancheranno la nuova scalata di Vincenzo De Luca (71 anni) a palazzo Santa Lucia, ma anche, addirittura e ancora, al più modesto (e invece esemplificativo della ferrea volontà a mai abdicare al potere) ruolo di consigliere comunale a Guardia Sanframondi.

Municipio che ha appena amministrato da sindaco per due mandati (ma lo aveva già fatto anche in un passato più remoto) un aspetto – questo – che ha davvero del sorprendente e dell'incredibile e costituisce una chiave di lettura fin troppo elementare di quel governo ingessato della gerontocrazia politica che affligge la versione sannita del Partito Democratico: i giovani, quando ci sono, a far da foglia di fico, i 'navigati' a raccogliere candidature, cariche, onori.

Per chi abbia vuoti di memoria, un breve ripasso. Di Floriano Panza, partito indossando il camice DC, si ricorda il ruolo di Presidente della ex Usl n. 7 dal 1981 (40 anni fa circa...) al 1991; la presidenza della Provincia di Benevento (dal 1990 al 1994); la Presidenza del Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno e delle Aree Interne della Campania (a partire dal 1994); l'essere stato componente del CdA del Consorzio Universitario di Benevento e dell'Università di Salerno; eccetera eccetera. Una vita, insomma, fra istituzioni ed enti strumentali, per una navigazione tranquilla e remunerativa in termini d'immagine, approdata alfine addirittura al Pd co-erede della tradizione comunista (!).

Insomma: Panza, il nuovo che avanza alla cui strategia opportunamente pianificata è tornato utile nel cursus honorum anche la vetrina di Sannio Falanghina, manifestazione – a stretto gomito e finanziamenti con l'istituzione regionale, peraltro – che in conclusione ha ben pagato rilanciandone le quotazioni politiche ma chissà quanto ha pagato in termini di ricaduta e concreto sviluppo per la provincia sannita.

Mentre giova ricordare che la vocazione a indovinare nella provincia sannita i paesaggi toscani è passata anche per preziosi momenti d'edificante educazione alla tolleranza: si pensi alla lettera (luglio 2016) che l'allora sindaco di Guardia Sanframondi scrisse alla Prefettura in merito ad allarmanti notizie “che riferiscono del trasferimento a Guardia Sanframondi di richiedenti asilo politico da collocare in zona residenziale, ovvero in Via Municipio... il salotto cittadino” del comune. All'ufficio del Governo sul territorio sannita ricordava che, “entro i limiti della legge, abbiamo l’obbligo di opporci per non danneggiare in maniera irrimediabile l’economia di questa comunità e per evitare che invece di risolvere un problema ne creiamo due”, e ai suoi concittadini suggeriva opportunamente che viste “le eventuali leggi, l’unico modo, in futuro, per non essere destinatari di tali arrivi è quello che nessun cittadino proprietario di alloggi li metta a disposizione della Prefettura”.

Se non avesse specificato la sua destinazione nella citata lettera di dimissioni affidata alla stampa (leggi sul Vaglio.it) da queste parole si sarebbe anche potuto supporre che Panza si sarebbe candidato nella Lega nella coalizione di centrodestra…