La Lega da terronofobica a islamofobica e le idee che danzano. Di Jovanotti, Salvini e dei trenini di Jep

- La Metro eccetera di Gian Michele Pedicini
Jep Gambardella (Toni Servillo)
Jep Gambardella (Toni Servillo)

Benedetto anche dall'eminenza vaticana Lorenzo Jovanotti, da anni promotore di un'ideologia del tuttismo, del volemose bene universale che convoglia un po' tutti da Che Guevara a Madre Teresa, passando certo per Padre Pio e Zapata, escludendo, forse, giusto Josef Mengele e Boko Haram, ideologia a cui non basta un'Europa unita, perché bisogna tendere al Mondo Unito (un progetto che echeggia forse le visioni distopiche di Alfred Huxley e Casaleggio, in cui si trasmette a reti unificate la canzone “Bella” o, come già accaduto, “Tutto l'amore che ho”); benedetto, quindi, anche dal teorico dell'Ombelico del mondo, Matteo Salvini conquista sempre più il popolo italiano, da lui peraltro sempre amato...

È toccato al rapper Fedez, ubiquo quasi come il Fidel meneghino (sì, anche Salvini era comunista), segnalare a Jovanotti che nel mondo si può anche essere in disaccordo.

La vicenda è la seguente:
1) Jovanotti critica Salvini, agognando la “moneta unica mondiale”.
2) Salvini si dice fan di Jovanotti su Twitter, criticando al contempo il mondialismo di Jovanotti, ribattezzandolo “Minestrone unico mondiale”.
3) Lusingato dalle lodi ricevute, Jovanotti ignora le critiche alla Teoria dell'Ombelico, e risponde: “Ti rispetto e ti trovo forte nell'esposizione delle tue idee, che le idee danzino è bene”.
4) Anche Giovanni Lindo Ferretti (ex CCCP-CSI) figura tra i fan di Jovanotti.

Che danzino, dunque, le idee! Così funziona nel “centro nevralgico del nuovo mondo”: basta contrasti, basta opposizioni! Roba vecchia. Non importa quali siano queste idee, purché danzino! Che importa che Salvini sia il capo di un partito in cui si può dire “I Rom sono la feccia della società”?

È qui che nasce l'energia! Dov'è il problema rispetto alle posizioni della Lega sui meridionali o sugli immigrati? Noi stiamo già ballando!

È toccato a Fedez, dunque, rispondere a Jovanotti: “Quando dici "forte nell'esposizione" cosa intendi? Gli insulti razzisti e la xenofobia? Forti sono forti eh, danzarci anche no”. Fedez balla da solo, ché Salvini è sempre più trasversale.

L'ultima copertina dell'Espresso lo definisce il “Vitellone”, e il suo progetto à la Marine Le Pen ha convinto anche le correnti nazionaliste di estrema destra. Immaginatevi un leader catalano o basco che da un giorno all'altro diventi un sostenitore dell'unità nazionale spagnola: oggi il capo di un partito che da anni parla di secessione, di "Padania libera", registrato in una festa popolare mentre cantava cori beceri contro i napoletani, si ritrova improvvisamente a fare campagna elettorale in Sicilia come a Napoli. Ora è Bruxelles la ladrona, e il dito è puntato contro l'europeismo. E la popolarità del vitellone aumenta anche al Sud.

Questo dimostra qualcosa? Io direi di sì. In primis, che la Padania è sempre stata una farsa e un carosello xenofobo e, in secondo luogo, che la Teoria dell'Ombelico, purché si balli, è pronta a riunire e giustificare un po' tutti. Piuttosto inquietante è, tuttavia, anche la nascita de “Il Sud con Salvini”. Se si accede al sito di questo movimento, infatti, si possono leggere articoli come “Nel 2070 ci saranno più musulmani che cristiani”. E dunque?

A quanto pare questa statistica interesserebbe l'elettore meridionale della Lega, da anni vessato dai suoi stessi leader. Appena un po' faziosa, la foto collegata all'articolo è quella di uno striscione nero che recita in inglese “La Sharia dominerà il mondo”. Sembrerebbe una parodia di Lercio.it, ma invece è la realtà.

Questa crescente islamofobia va quindi a sostituire la “terronofobia”. Ma in ogni caso le idee danzano, no? Danzano come in un trenino. Mi viene allora in mente una frase piuttosto significativa, pronunciata da Toni Servillo, il Jep Gambardella protagonista de “La Grande Bellezza”: “So' belli i trenini che facciamo alle nostre feste. So' belli perché non vanno da nessuna parte...”