La lettera di addio di Oreste Vigorito al Benevento calcio, esternazione in casa propria...

- Opinioni IlVaglio.it

Cala il sipario.
La storia fra la città di Benevento ed il presidente della maggiore squadra di calcio locale scrive, infatti, il suo ultimo capitolo: c'è anche la cessione della società (i cui dettagli sono rimandati ad una conferenza stampa), ma c'è prima una lettera.
Destinatari: i tifosi, la città. Oggetto: l'addio di Vigorito.
E' Ottopagine on line ad ospitare, senza commento alcuno, la riflessione dell'ormai ex proprietario dei giallorossi. Riflessione ripresa, progressivamente, dagli altri organi di informazione ed a sua volta illustrata ai lettori di riferimento secondo le diverse sensibilità (neppure qui, sul Vaglio, stiamo a pettinare le bambole, dunque).
Va detto subito che non c'è una sola parola polemica nelle righe redatte da Oreste Vigorito, ma un orgoglio giustificato (“La nostra Strega ha lottato senza l'ausilio di poteri magici. È una strega 'normale', che rispetta le regole, che non riesce ad essere cattiva. Forse un po' ci somiglia ... “) e un vissuto sentito (“Il Benevento Calcio è stato un tempo e un luogo di vita. Qui una storia personale e familiare si è intrecciata ad un pezzo di storia della città”).
Ci sono i ringraziamenti al sindaco Fausto Pepe per la “posizione da subito ferma e netta, la denuncia dei comportamenti violenti, irresponsabili e di scomposta ostilità” e la gratitudine verso la sensibilità mostrata dalla comunità sannita “che intese senza indugio procedere all'intitolazione dello stadio a Ciro Vigorito, stadio miseramente e simbolicamente oltraggiato, meschina rivalsa di fragili teppisti senza pensiero”, parole – queste ultime – quanto mai vere e condivisibili.
Poi tutta una serie ancora di passaggi con i quali ha inteso ricordare chi gli è stato vicino anche nei momenti più difficili come quelli sopravvenuti dopo l'ennesima estromissione dai play/off.
Vigorito non si sottrae, infine, ad una sua specifica responsabilità e lo dichiara con schiettezza: “L'impegno della Società è governare questa fase di passaggio favorendo le condizioni necessarie a garantire un assetto di stabilità. Ogni sforzo andrà in questa direzione”, asserzione che suona come precisa garanzia per il futuro che sta profilandosi per la società cittadina.
Ma va pure aggiunto che:
per un dirigente che ha costruito una struttura societaria solida e fondata su professionalità acclarate nei vari settori di competenza – ivi compresa la comunicazione -;
per un imprenditore che pure ben conosce il mondo dell'informazione del quale è parte anche propulsiva dal punto di vista economico;
per un uomo che si confessa così a cuore aperto a tifosi e città (cioè ad un ambiente vasto) in un momento di tristezza, rimpianto, bilancio;questo passo d'addio per lettera è – anche - una piccola caduta di stile.
Ha cercato, ed ovviamente ottenuto, ospitalità per divulgare le sue ultime esternazioni solo in casa propria, sul sito di Ottopagine (l'edizione cartacea di tale testata avellinese, in ultimo allargata nel Sannio, è andata in soffitta dopo un ventennio), ripreso e citato dagli altri. Chissà, forse ha prevalso il desiderio di sentire il calore della sicurezza e della non ingerenza fino all'ultimo...