Una partita di calcio è solo una partita di calcio. L'alluvione è stata e rimane una cosa grave

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa

Il Testo dell'Alluvione a Benevento e nel Sannio al capitolo sulla Retorica del Riscatto dedica un brano alla gara dei giallorossi col Catanzaro dopo i giorni delle piogge. Alcuni dei commenti a consuntivo hanno esondato dal campo al turbamento: la partita dai "grandi significati", del "sorriso", della "rinascita", della "gioia" regalata (Ma intanto, ci sarà pur stato lo straccio di un successo in qualche altra disciplina, senza però la febbre mediatica del sabato sera giallorosso, e al quale riconoscere - per un banale travaso di circostanze vittoriose - medesima valenza?).

Se non va negata affatto la carica emotiva, in campo e sugli spalti, legata alle conseguenze degli eventi meteo del 15 ottobre (replicati, in modo più devastante per la provincia, il 19), non si può certo attribuire alla prima prova casalinga del Benevento il desiderio di risalita di una popolazione intera.

Ci sarebbero alcuni indizi, in proposito:
- non si capirebbe perché gli undici scesi in campo - ideale, a quanto pare, raffigurazione di tutti i beneventani - abbiano prodotto tale loro massimo sforzo agonistico (la vittoria, in questo caso) ignorando il medesimo valore simbolico nella trasferta a Matera, venuta proprio a botta calda - come si suole dire - , contro una delle ultime del lotto (quindi più abbordabile anche) e chiusa solo con un pareggio. Difficile credere che ci si sia risparmiati, lasciando due punti importanti in termini di classifica, in vista dell'appuntamento a contrada Santa Colomba della settimana successiva per ottenere maggiore risalto;
- il battage della vigilia con l'annuncio dell'incasso interamente devoluto a chi ha subito l'offesa delle intemperie si è tradotto, nella pratica, in 2.339 paganti (ha scritto Sannio Sport), una quota di spettatori fisiologicamente in linea con un torneo di terza serie, una partita serale e un pizzico di freddo nelle ossa. E una cifra certo non importante rispetto a un potenziale bacino d'utenza che senso di partecipazione e vicinanza ai vinti avrebbe potuto muovere;
- infine, lo sport ha regolamenti di gioco ma non regole nel gioco: e se finiva in parità, la sfida coi calabresi? Se si perdeva, addirittura? Cos'era, la celebrazione del 'cupio dissolvi', cioè, il desiderio di farsi trascinare dall'alluvione-Sansone nella sorte dei Filistei?

Dunque, è stata solo una partita di pallone, allo stadio di via Santa Colomba, dinanzi a spettatori certo soddisfatti del risultato e dei suoi riflessi di (alta) classifica per i tre punti conquistati, perché il Benevento di mister Auteri resta a una lunghezza dalla vetta, appaiato alla Casertana ed alle spalle del Messina, e - a prima vista - consapevoli del momento difficile vissuto dalla loro città.
Novanta minuti preceduti da una meritoria serie di iniziative benefiche di una società privata, il Benevento calcio - come quelle succedutesi nel tempo dei tanti privati cittadini e associazioni - e completati, poi, dall'umiltà e dall'umanità dei protagonisti attivi: "Dedico il gol alle persone colpite dall'alluvione e alla figlia di Cruciani, la piccola Denise, che al momento è ricoverata in ospedale per un problema di salute: voglio idealmente abbracciare tutti e far sentire la nostra vicinanza alle persone che soffrono tanto in questo momento", ha dichiarato l'autore della rete del successo, Melara, negli spogliatoi.
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Inoltre, non è giusto neppure far gravare sulle spalle di atleti e società un peso così importante. Per quanto il presidente Fabrizio Pallotta ne abbia un po' alimentato la vulgata (parlando all'Ansa) con un sottile ossimoro: "Siamo solo un club di calcio, ma anche l'immagine della città".

E' così solo in parte. La parte che attiene alla sua società, che è appunto tale come la descrive: un pixel come un altro di un insieme più complesso, al quale concorrono, in misura diversa e talora maggiore, più elementi, alcuni dei quali peraltro pesantemente entrati in gioco in questa emergenza: bene pubblico inteso come cultura della prevenzione, politica urbanistica nel rispetto della "natura" cittadina, salvaguardia e cura dell'ambiente in un'area a perenne rischio idrogeologico, efficienza ed efficacia della macchina amministrativa, classe politica all'altezza delle aspettative.

Dinanzi a tali "piccolezze", ben si comprenderà il valore d'immagine di una squadra di calcio, a meno di non attribuire il consueto aspetto taumaturgico a un gol, a una classifica premiante, a una promozione sportiva - insomma a quel tocco di magia che fa sparire i problemi, e che invece è solo un trucco
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