"Il Fatto" mette nel mirino De Caro intercettato nel corso di un'indagine in cui però il deputato non ha rivestito il ruolo di indagato. Altrabenevento però ritiene che su di lui si debba nuovamente indagare

- Cronaca IlVaglio.it
Umberto Del Basso De Caro
Umberto Del Basso De Caro

Da due giorni, Il Fatto Quotidiano ha messo nel mirino Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario di Stato e deputato del Pd sannita. Sta pubblicando stralci di conversazioni telefoniche registrate in un'inchiesta giudiziaria dalla Squadra Mobile di Benevento - e avvenute tra il 2012 e il 2013 - tra il deputato e altri importanti esponenti della cosa pubblica, il sindaco in carica Fausto Pepe e Nicola Boccalone l'ex manager dell'Azienda Ospedaliera "Gaetano Rummo".

Va subito chiarito che Del Basso De Caro in tale inchiesta non ha mai rivestito il ruolo di indagato. La sua utenza telefonica, infatti, è stata oggetto di intercettazione per un'indagine della Procura della Repubblica (condotta dall'allora sostituto, oggi in servizio come consulente al Ministro di Grazia e Giustizia, Giovanni Tartaglia Polcini) su altre persone. Un'indagine poi avocata dalla DDA di Napoli perché si supponeva il favoreggiamento - da parte di altri esponenti politici e istituzionali - del clan camorristico locale.

L'inchiesta poi, nel tempo, si è sgonfiata e la DDA di Napoli, a marzo, l'ha restituita alla Procura di Benevento: non c'era materia per l'antimafia. E' stata quindi affidata, andato via Tartaglia Polcini, al sostituto procuratore Giacomo Iannella che il 27 ottobre scorso ha inviato l'avviso di conclusione indagine (per abuso d'ufficio e falso, a vario titolo), sulla gestione, nel 2011, del Settore Servizi sociali del Comune di Benevento a: Luigi Scarinzi, già assessore (PD) ai Servizi sociali, Annamaria Villanacci, Giovanni Norice, dirigente e dipendente del Settore, Giovanni Musco dipendenti di una cooperativa e Angelo Piteo, della cooperativa Modisan.

La restituzione del fascicolo alla Procura locale e la chiusura delle indagini ha comportato anche il deposito delle intercettazioni, quelle ora, a scadenza quotidiana pubblicate dal "Fatto". Intercettazioni ritenute non penalmente rilevanti, anche a Benevento, per cui Del Basso De Caro ha continuato a essere non indagato.

Una condizione che però non convince il presidente dell'associazione Altrabenevento che in una nota serale chiede che la Procura di Benevento svolga un supplemento di indagine o una nuova sull'avvocato beneventano, all'epoca dei fatto consigliere regionale del Pd, poi dal 2013, com'è noto, parlamentare e quindi, con il Governo Renzi, sottosegretario.

Sostiene Corona: "Il Fatto Quotidiano ha pubblicato oggi in prima pagina uno stralcio della telefonata della primavera 2013 tra il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro e Nicola Boccalone, all’epoca direttore Generale dell’ospedale Rummo, intercettata dalla Polizia Giudiziaria nell’ambito della indagine sui rapporti tra amministratori pubblici e il clan Sparandeo.

Impressiona il tono perentorio con il quale Del Basso de Caro avvisava il suo interlocutore che se non avesse provveduto immediatamente a rimuovere dall’incarico il Direttore Amministrativo dell’Ospedale, entrato in conflitto con la sua compagna, Ida Ferraro, dirigente del Settore legale della stessa azienda ospedaliera, avrebbe fatto una 'guerra nucleare' perché lui non aveva paura di nessuno e aveva strumenti e relazioni per farla pagare ai suoi avversari. Per queste dichiarazioni il sottosegretario del governo Renzi non è mai stato neppure indagato".

"Ieri l’altro sempre il Fatto Quotidiano - continua Gabriele Corona - ha pubblicato con il titolo 'I voti non sono gratis' un’altra telefonata intercettata, quella tra Del Basso e la sua compagna, i quali a gennaio 2013 facevano riferimento ad una certa Rita che chiedeva di 'ritornare' a lavorare in Ospedale con la nomina di 'posizione organizzativa' in cambio di un pacchetto di voti.

Nell’articolo del quotidiano di Travaglio non si precisa chi è Rita ma ieri Il Mattino, in riferimento a voci circolate in città, ha smentito che si trattasse di Rita Angrisani già sindaco di Apollosa e dirigente medico della ASL.

In verità non si è trattato di 'voci' perché è stata la Polizia Giudiziaria , nel caso specifico la Squadra Mobile della Questura di Benevento, ad indicare con una relazione al magistrato che la Rita oggetto della conversazione tra del Del Basso e la sua compagna, fosse proprio la Angrisani. Si tratta di un errore clamoroso perché, in effetti, Rita Angrisani non ha mai lavorato all’Ospedale Rummo e quindi non poteva chiedere di ritornarci e neppure avrebbe mai potuto chiedere l’incarico per la 'posizione organizzativa' che per contratto nazionale spetta solo a personale amministrativo e non ai dirigenti medici.

E’ quindi necessario un supplemento di indagine, o di una nuova indagine, da parte della Procura della Repubblica per capire chi fosse veramente la Rita funzionario amministrativo che voleva 'tornare' al Rummo; se la stessa ha ottenuto tale incarico in cambio di voti e come venivano disposti i trasferimenti e le nomine dei consulenti, anche quelli tecnici, presso quell’Azienda Ospedaliera".

Il sottosegretario Del Basso De Caro , in queste ore, dopo la pubblicazione degli stralci delle intercettazioni sul "Fatto", non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Negli articoli del "Fatto", comunque, il sottosegretario ha fornito a quel giornale alcune risposte in merito. In esse dice che stava parlando con Boccalone “Non come deputato ma come avvocato penalista che mantiene carte conservate e che era in grado di dimostrare le vessazioni a cui era stata assoggettata la mia compagna”. E poi aggiunge: "L’unico dirigente (del 'Rummo"', ndr) del quale parlo nella telefonata è la mia compagna Ida Ferraro. Io (nella telefonata, Ndr) dico che se ne deve andare dal Rummo perché così posso riacquistare la mia libertà di azione politica”.