Luca Aquino registra a Petra in Giordania per la campagna Unesco a difesa dei siti archeologici dal terrorismo

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Il noto musicista beneventano Luca Aquino è da poco ritornato dalla Giordania paese nel quale ha registrato il suo ultimo lavoro. Tra i più apprezzati jazzisti non solo italiani, nella sua città d'origine ha realizzato, com'è noto, nello scorso luglio la seconda edizione del festival Riverberi. "Registrare un album in Giordania - ha dichiarato Aquino al rientro in Italia -, tra i riverberi e i colori del sito archeologico di Petra, dichiarato patrimonio dell'Unesco e considerato uno delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno, è stato cogliere un'occasione rara e resa ancor più magica dall'eterogeneità di un ampio e ambizioso progetto, condiviso con musicisti e operatori di diverse nazionalità".

Aquino, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto "Petra", tenutasi in Giordania, nel museo di arte contemporanea di Amman, si è detto soddisfatto per la nuova registrazione discografica, appena realizzata tra le rocce del sito archeologico di Petra, in collaborazione con la Jordanian National Orchestra, il Petra Development and Tourism Authority, Talal-Abu Ghazaleh Organization.

L'iniziativa è promossa dalla campagna dell'Unesco #Unit4heritage, iniziativa di sensibilizzazione internazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale dai crimini di tipo terroristico, lanciata lo scorso aprile in Iraq e Siria.

Le musiche di Luca Aquino, arrangiate per l'occasione dal flautista Sergio Casale, sono state registrate dal fisarmonicista Carmine Ioanna, insieme all'oboista rumeno Laurentiu Baciu, al contrabbassista siriano Basem Aljaber, al violista armeno Vartan Petrosyan, a Brad Broomfield, percussionista di New Orleans, e alla violinista tedesca Anna Matuszczak. La data di pubblicazione di quanto registrato è ancora da stabilire, che conterrà anche un video racconto, girato ad Amman e a Petra dal videomaker Gianpaolo De Siena.