I rappresentanti istituzionali diversi da quelli di 2 secoli fa: non pasteggiano con boccali di una pinta... E l'entusiasta Fantasia ha sempre marinato la scuola!

- Zoom di Anna Maria Panella

Ci sono benemerite case editrici che pubblicano libri di ieri che, in caso contrario, difficilmente avremmo avuto modo d'incontrare. Fazi è una di queste. Ha riedito, tra l'altro, un saggio dal gustoso titolo, "L'ignoranza delle persone colte". L'autore, William Hazlit (1778-1830), è considerato uno dei più grandi critici dell'opera di Shakespeare che infatti fa capolino di frequente tra le righe e puntella di continuo le sue riflessioni. Meditazioni varie, condotte sul filo dell'ironia su grandi temi che il tipo di analisi rende attuali.

Il lettore, finito il suo compito, può trarre conforto non tanto dal fatalistico niente di nuovo sotto il sole quanto magari dalla percezione di non vivere nel peggiore dei mondi possibili. Diamo di seguito qualche assaggio dell'opera offrendone il contatto diretto cosa che, più in generale, d'ora in avanti, questa rubrica vuol fare per ogni testo considerato.

A proposito delle Istituzioni e dello loro spirito corporativo l'autore afferma:
"Le Istituzioni sono più corrotte e più guaste degli individui perché hanno più potere di fare del male e sono meno esposte al disonore e alla punizione. Non provano né vergogna, né rimorso, né gratitudine e neanche benevolenza. La coscienza individuale o naturale del singolo componente viene soffocata (non possiamo avere un principio morale nel cuore degli altri), e non si pensa ad altro che a dirigere meglio lo sforzo comune (liberato da scrupoli inutili) per ottenere vantaggi politici e privilegi da spartirsi poi come bottino. Ciascun membro raccoglie il profitto e rovescia la colpa, se c'è, sugli altri. L'esprit de corp diventa passione dominante di ogni istituzione e di fronte ad esso motivi di delicatezza o di decoro vengono considerati sconvenienti o fuori luogo. Se uno dei membri solleva un'eccezione del genere opponendosi al gruppo, viene subito zittito, si fa il sangue cattivo ma non conclude niente: è considerato un intruso, una pecora nera nel gregge, lo cacciano via oppure lo obbligano a sottostare... Rimostranze e opposizioni non danno frutti, sono fastidiose, irritanti... Il membro cavilloso, intrattabile, è immediatamente classificato come cattivo membro della comunità in generale... In questo modo anche il novizio più refrattario a tali cose, viene svezzato dagli obblighi verso la società in senso lato che gli porta solo noie senza alcuna ricompensa, per unirsi invece a una società più vicina e più cara, entro la quale trova ogni genere di comodità e consolazione...Sente che gli obblighi verso l'umanità si allentano sempre più a mano a mano che si lega più strettamente ai nuovi impegni. Man mano perde di vista senso e sentimenti comuni, immerso com'è tra litigi, intrighi, beghe e arie: meschinità che ormai lo coinvolgono intimamente e a cui attribuisce enorme importanza. È diventato un altro. La società gli deve veramente molto per quest'ultimo affare; cioè per qualche squallido inghippo, qualche manovra sottobanco per usurpare i diritti del prossimo, o per calpestarne le ragioni. Nel frattempo mangiano, bevono e gozzovigliano insieme. Affogano nei boccali da una pinta piccole animosità e le inevitabili differenze d'opinione. Le lagnanze della moltitudine si perdono tra il rumore delle stoviglie...".

L'analisi psico-sociale ha sorprendenti richiami contemporanei anche se qualcuno può non essere d'accordo e sottolineare giustamente l'esistenza di diversità incolmabili: gli attuali rappresentanti delle varie istituzioni non pasteggiano con boccali da una pinta! L'ignoranza delle persone colte (titolo dell'aureo libretto) è, invece, quella prodotta da una formazione scolastica intesa nei peggiori sensi: arida e astratta erudizione e dipendenza ossequiosa dalle idee altrui. Con riferimento al Bardo, suo amato oggetto di studio, e non senza autoironia, l'autore conclude:

"Shakespeare fu poco istruito come risulta chiaro dalla freschezza della sua immaginazione quanto dalla varietà dei suoi concetti...Dobbiamo a questa circostanza il tono sano e non affettato del suo teatro. Se desideriamo conoscere la forza del genio umano dobbiamo leggere Shakespeare. Se vogliamo constatare quanto insignificante sia l'istruzione umana possiamo studiare i suoi commentatori. L'entusiasta Fantasia ha sempre marinato la scuola! ".