Il patto dei querelanti: Mastella e De Girolamo, dopo essersi detti di tutto, si alleano per conquistare il Comune di Benevento. Sperando che gli elettori riescano a dimenticare. Un assaggio delle colorite esternazioni

- Politica Istituzioni di Carlo Panella

"...partono tutti incendiari e fieri
ma quando arrivano sono tutti pompieri..." .
Rino Gaetano, Ti ti ti ti, 1980

Nunzia De Girolamo, per le Comunali di Benevento del 5 giugno, nelle scorse ore ha annunciato, sul Mattino, che sosterrà il candidato sindaco Clemente Mastella. La deputata nel Sannio è di nuovo alla guida di Forza Italia, dopo averla abbandonata per 22 mesi. E ha dato l'annuncio pro Mastella, come se niente fosse stato, con la massima disinvoltura.

Nel centrodestra, la parlamentare s'era proposta come una "rottamatrice" degli immarcescibili big sanniti, in politica da decenni. Il 5 giugno non solo sosterrà il più longevo di questi (Mastella) ma anche quello contro il quale tale "tenzone" è stata praticata coi toni e le forme più aspre, sovente sfociando nel personale. Al punto che De Girolamo e Mastella sono ricorsi all'autorità giudiziaria sentendosi ingiuriati e diffamati l'una dall'altro e viceversa. La magistratura ha dovuto procedere e decidere in merito.

Il trasformismo politico a Benevento, sempre a livelli alti, col "patto dei querelanti" De Girolamo - Mastella, tocca ora uno dei punti massimi, se non ha superato ogni limite. Certificano il tutto "le parole che si son detti" negli anni i due, scagliate come pietre.

Finora, prima cioè di mettersi sorridenti a braccetto. Perché ora la deputata, imperturbabile, cercherà di far diventare primo cittadino di Benevento il 69enne Mastella e tutto ciò che ha rappresentato, dal 20 giugno 1976 (prima elezione alla Camera del ceppalonese), cioè, da quando De Girolamo aveva solo 8 mesi di vita.

E Mastella impassibile dimenticherà pure il poco odoroso complemento di materia con il quale la deputata lo appellò in un celebre sms finito agli onori delle cronache nazionali.

E allora sfogliamo qualche petalo del vasto repertorio di "apprezzamenti reciproci" tra i due ex ministri, cioè, dei due politici sanniti in attività giunti al grado più alto...

Partiamo dal 13 maggio 2011. Quelle elezioni comunali di Benevento vedevano contrapposti anche i nostri due, De Girolamo era a sostegno dell'ex socialista (ed ex mastelliano) Raffaele Tibaldi, Mastella, invece, supportava, con l'alleatino Pasquale Viespoli, l'ex comunista Carmine Nardone (se la politica in Italia è mobile, a Benevento è un vortice...).

Ebbene, così Clemente scandì il suo verbo su Nunzia, in un comizio a Piazza Roma, fonte Corriere del Mezzogiorno 16 maggo 2011: "«La fanciulla – ha detto Mastella venerdì scorso in piazza Roma - è diventata deputata a più di 30 anni. Io cominciai a 28. All’epoca però, si era eletti per ragioni verticali, non orizzontali». «Non equivocate – aveva aggiunto sorridendo l’europarlamentare -. Volevo solo dire che c’era il voto di preferenza non la collocazione in lista!»".

De Girolamo invece "equivocò"! E querelò Mastella che però poi in Tribunale l'ha scampata. L'8 luglio 2013, infatti, la querela della De Girolamo fu archiviata dal Gip Flavio Cusani. Così come peraltro aveva chiesto anche la pm Maria Amalia Capitanio.

Prima di passare alla querela a parti invertite, datata 2014, un solo assaggio di come sia continuata "l'interlocuzione" tra i due odierni alleati. Eravamo nel febbraio 2013, erano state appena aperte le urne delle elezioni politiche che confermarono deputata la De Girolamo. Mastella non partecipò a quella competizione, nel frattempo (nel 2009) era diventato eurodeputato, eletto nella lista del PDL lo stesso partito della De Girolamo.

Ebbene Nunzia annunciò, il 26 febbraio, che avrebbe chiesto al partito, a Roma, che Mastella venisse mandato via dal gruppo europarlamentare del PDL. Rileggiamo le sue vibranti parole: "Chiederò a Roma che Mastella venga mandato via dal gruppo europarlamentare del PDL, partito nel quale è stato eletto nel 2009. Non è possibile che costui, in ogni elezione, alle Comunali di Benevento prima nel 2011 e alle Politiche adesso, faccia campagna elettorale contro il PDL e poi rimanga nel nostro gruppo al parlamento europeo. In ogni caso i sanniti ancora una volta hanno detto no ai pastrocchi, bocciando coloro che, come Del Basso De Caro e Mastella, prima s'avversano in maniera veemente e poi improvvisamente s'accordano".
Le ultime parole famose di Nunzia: "Prima s'avversano in maniera veemente e poi improvvisamente s'accordano"... (clicca per leggere l'intero articolo del Vaglio.it).

Il ceppalonese rispose il giorno dopo con una nota che sempre questo quotidiano riportò (clicca per leggere l'intero articolo del Vaglio.it). Sostenne Mastella: “E’ facile andare al Parlamento in carrozza, molto meno lo è andarci facendo leva solo sulle proprie gambe. Confondere la vanità con il consenso popolare è uno dei principali peccati della politica. Quanto alla pensione, sarò io a decidere quando andarci. E il gruppo PDL al Parlamento Europeo l'ho lasciato da tempo. La De Girolamo può bacchettare i suoi sottoposti, non ha la statura morale e politica per rivolgersi a me, che peraltro a lei subordinato non sono mai stato e mai lo sarò". Clemente, tre anni fa, non immaginava, una simile andata a Canossa della sua fustigatrice, ma a sua volta ha fatto retromarcia sulla statura della De Girolamo, ora, adeguata alla propria...

Dal quotidiano berlusconiano Libero dell'11 gennaio 2014 riportiamo l'apoteosi dello scontro tra i due ex ministri sanniti: "E' guerra tra Nunzia De Girolamo e Clemente Mastella. A far scintille tra i due sono le intercettazioni della De Girolamo (inchiesta sull'Asl di Benevento sull'indagata De Girolamo, NDR) pubblicate da Il Fatto Quotidiano e l'intervista di Mastella rilasciata al quotidiano travaglino.

Mastella domenica 5 gennaio sul Fatto ha 'sparato' sulla De Girolamo affermando che se 'quelle intercettazioni avessero riguardato' lui, 'di sicuro avrebbero fatto più rumore, con la De Girolamo invece...'. Apriti cielo. Il ministro dell'Agricoltura De Girolamo (la ministra allora non si era ancora dimessa dalla carica, dopo l'esplosione del caso Asl di Benevento; Mastella per la deflagrazione di una precedente inchiesta sulla stessa Asl sannita si era dovuto dimettere da ministro, NDR) non ha di certo digerito le parole di Mastella e così a colpi di sms è passata al contrattacco. Sms che lo stesso Mastella racconta al Fatto. 'Sei una merda! Ti querelo. Mi stupisce che uno che è padre e che ha avuto così tanti problemi con il figlio possa dire quelle cose a una dell'età del figlio. Esiste Dio e con te non sarà clemente!'.

Questo il messaggino di fuoco ricevuto da Mastella e inviato dalla De Girolamo dopo la pubblicazione della sua intervista sul Fatto. Ma non finisce qui. La De Girolamo rincara la dose: 'Avevo dimenticato uomo di m... ci vediamo in tribunale'. A questo punto Mastella si infuria e annuncia querela: 'Ma come si permette questa? Io la porto davanti a tutte le autorità, non solo giudiziarie, ma anche istituzionali' ".

Non sappiamo se Mastella così definito abbia poi querelato o comunque agito contro De Girolamo nelle sedi giudiziarie, né possiamo dedurre che l'intesa ora raggiunta abbia il tutto risolto, con questi imprevedibili protagonisti il colpo di scena può essere sempre dietro l'angolo!

Torniamo al minuetto sulla qualità di Mastella, all'sms della De Girolamo, ricostruito ancor più puntualmente da Repubblica il 14 gennaio 2014. Dice Mastella: "Io le mostrai che ero ferito per quel riferimento gratuito anche a mio figlio, oltre che per l'insulto. Nunzia De Girolamo sa cosa ha risposto? 'Hai ragione. Ho detto sei una merda. Ho dimenticato di dire 'Uomo' di merda". Così Mastella ricostruì l'episodio a Servizio Pubblico (clicca per vedere e ascoltare) E veniamo all'oggi.

La De Girolamo, che due anni fa dimenticava di aggiungere la parola "uomo", dimentica anche ora che propone quello stesso Mastella come sindaco oppure ricorda e pensa che, nonostante tutte queste garbate parole, per i beneventani un candidato sindaco, da lei così tacciato, possa andar bene lo stesso?

E Mastella dimentica pure lui o pensa che per i beneventani possa andar bene un futuro sindaco così apostrofato dalla leader di un partito alleato con cui dovrà concordemente amministrare la città?

E gli elettori beneventani, fino a che punto saranno capaci di dimenticare? Il voto di giugno darà sicuramente quest'ultima risposta. La scena delle ingiurie precede il finale...