Le donne e la sindrome da cappone: difendersi prima che venga Natale

- Tracce di Tiziana Nardone
Edna O' Brien
Edna O' Brien

Donne schiave perché ignoranti. Ignorano cose, ignorano se stesse. Non conoscendo, si privano di mezzi di lettura, di codificazione. Non sapendo inquadrare e gestire una situazione, finiscono per essere gestite. Sovente, accade che vengano uccise. Accade che siano l’altro, il secondario, se più fortunate. Lo hanno voluto, con la loro scarsa intelligenza? Lo hanno voluto, con l’eccessiva arrendevolezza? Lo hanno voluto, per la poca scaltrezza? Si tratta, magari, di altruismo? Insomma, stupide, deboli, arrendevoli, cosa? Cosa?

Punto primo: proporsi come oggetto sessuale non paga. Partiamo da un assioma: gli uomini non riescono che a percorrere tale strada. Potranno pure amarvi follemente, ma sempre perché siete belle. Magari non bellissime, a ogni modo atte a svolgere egregiamente la funzione. Siete un buon oggetto da rinchiudere in casa, attraenti e materne. Se siete pure intelligenti, scatta nel bipede di sesso opposto l’euforia da vincita alla lotteria.

Voi, tuttavia, perché? Perché vi sentite gratificate se siete belle e una zampa pelosa vi azzoppa? Vi rendete conto di quanto l’uomo, tra madri e debolezza da branco non risolti, sia un oggetto mal funzionante, a tratti funesto? Fate quello che volete ma donatevi gli strumenti per vagliare e scegliere. Non andrete da nessuna parte, continuando a gareggiare per la conquista d’un maschio salvifico o di più maschi adoranti. Leggete, studiate, lavorate. Siate le persone che potreste essere. Utilizzate il sesso, non fatevi usare, stropicciare, sfilacciare. Non siete voi le deboli, voi siete le creatrici. E smettetela di farvi uccidere, come galline prima di Natale.