Il progressivo avvicinamento di Mastella alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune e le scelte che avrebbe potuto non fare

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

Nella strategia mediatica dell'attuale maggioranza mastelliana al Comune di Benevento di avvicinamento - e parallela deresponsabilizzazione - all'ipotesi di dichiarazione del "dissesto" finanziario, una nuova tappa si è consumata a margine della convention organizzata ieri da Clemente Mastella e Mario Pepe. Il sindaco del capoluogo sannita ha addirittura paventato il rischio di no pagare gli stipendi al personale dell'ente in virtù delle progressive scoperte di situazioni debitorie a palazzo Mosti. E Mastella lo ha fatto nel corso di una riunione che ha varato un nuovo (ennesimo) movimento, "Noi Sanniti", sostrato politico necessario solo a caratterizzare e sintetizzare le multiformi esperienze dei due principali relatori offrendo loro un riferimento localistico che ne giustifichi nascita e identità al di fuori del panorama delle forze tradizionali.
Una posizione "estrema" questa sul dissesto, ma di immediato impatto sul "pubblico" (e, c'è da credere, pure sui lavoratori), una posizione che accresce la drammatizzazione della scena amministrativa lasciata in eredità dal decennio del centrosinistra e sottolinea con vigore, per altro verso, la mancanza di colpe proprie e il freno imposto alla politica attuale.

Ma non scaccia affatto qualche "retropensiero".

Nonostante il brandire l'arma "fine di mondo" (dissesto) a ogni piè sospinto, Mastella, per esempio, ha deciso di dare vita al suo Ufficio di Staff che resterà in vita per l'intera durata del suo mandato: si tratta di tre persone da assumere a tempo determinato (ai sensi del comma 2 dell'articolo 90 del T.U.E.L. - testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), di categoria C (con possesso del diploma) e in regime di part-time (30 ore settimanali).

Questi i compiti, "non sovrapponibili a competenze gestionali e istituzionali dell'Ente":

  • a) la cura dei rapporti di carattere politico-istituzionale del vertice dell'Ente (il sindaco);
  • b) l'attività di comunicazione dell'operato dell'Amministrazione al fine di assicurare un'informazione trasparente ed esauriente;
  • c) la divulgazione ed il consenso all'accesso ai servizi attivando nuove relazioni con i cittadini.

Le modalità di conferimento dei tre incarichi sono davvero semplici: "Valutazione discrezionale" del sindaco. Né manca il riferimento economico: il compenso mensile lordo sarà di 1361,06 euro - cui andrà aggiunta una somma pari a 100 euro, onnicomprensiva di tutte le voci del salario accessorio.

Ci si muove - meglio specificare - nella regolarità più piena, studiata, in atti, nel tempo: la delibera di Giunta dello scorso mese luglio con cui è stato aggiornato il fabbisogno del personale per il triennio 2016/2018 e il via libera della Commissione organici Enti Locali, cui la stessa delibera era stata trasmessa per l'autorizzazione. Altra, invece, è la valutazione dell'opportunità, così come ci è estranea l'affannosa ricerca di nomi.

Attenzione, non manca il solito "dissesto", di fatto tale (nell'ipotesi peggiore) anche per i tre selezionati: l'incarico si risolverà di diritto, infatti, nel caso in cui il Comune dichiari appunto il dissesto - o versi in situazioni strutturalmente deficitarie o, in ultima analisi, nel caso di anticipata cessazione del mandato del sindaco, dovuta a qualsiasi causa (e si facciano pure un po' di scongiuri...). Oggi nessuna di tali clausole, evidentemente, è applicabile al varo dell'ufficio di staff, per il quale si è deciso di procedere essendo stata dichiarata immediatamente eseguibile la relativa delibera di Giunta.

A chi interessa, in conclusione, intravedere la linea di confine fra la normalità adottabile come prassi istituzionale (motivata magari dalla paura del dissesto, dalla precarietà delle economie e dal riflesso delle scelte percepito dall'opinione pubblica) e certi obblighi della politica, si può ricordare che, prima del ricordato comma 2 dell'articolo 90 del T.U.E.L., c'è il comma 1.

Dove pure si legge la norma, completa, a base della scelta adottata dalla Giunta Mastella: "Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente della Provincia, della giunta o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni". Si trattava di scegliere.