Mensa degli orrori a Benevento e nel Sannio, la Procura: 'Bambini, malati e anziani hanno mangiato cibo che nemmeno agli animali andava dato'

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Da nistra Pino, Conzo e Migliozzi
Da nistra Pino, Conzo e Migliozzi

Che la gestione del servizio mensa per gli scolari, gli anziani e i malati psichici, dato in appalto per anni alla ditta Ristorò, sia dal Comune di Benevento che dalla locale ASL, fosse molto deficitaria e quindi molto preoccupante era emerso chiaramente, dalle denunce fatte dalle associazioni Altrabenevento prima e La Rete Sociale poi: da almeno due anni. Denunce riportate o reiterate dai giornali, quelli che ne hanno dato conto e non hanno invece contribuito "a tranquillizzare...".

Ma la realtà riferita stamani in conferenza stampa dal procuratore della Repubblica e dai vertici della Guardia di Finanza è stata davvero agghiacciante. Lo sarebbe stata in assoluto, chiunque avesse mangiato quella roba, ma lo è maggiormente nel caso in esame, perché a subirla sono state persone che non potevano difendersi da quanto gli veniva propinato: bambini di tutte le scuole materne, elementari e medie della città, gli anziani e i pazienti psichici della strutture dell'Asl.

A dispetto dei capitolati di appalto, stando agli inquirenti, la ditta Ristorò ha somministrato "carne cotta giorni prima, raffreddata e poi cucinata all'occorrenza; verdure surgelate al posto di quelle fresche; le stoviglie, spesso incrostate, venivano anche lavate con detergente per i pavimenti. I contenitori dei cibi erano anche maleodoranti, e il cibo odorava d'acido, a volte veniva servito solo brodo oleoso senza pastina".

Come ha dichiarato il procuratore aggiunto, Giovanni Conzo: "Bambini, anziani e malati psichici, purtroppo, sono stati costretti a mangiare il peggio del cibo che si possa augurare... nemmeno gli animali mangiano questo tipo di cibo".

E così, come ha specificato il colonnello Gennaro Pino, comandante del Nucleo di polizia tributaria: "Abbiamo acclarato la sistematica violazione del capitolato di appalto, il mancato uso dell'abbattitore di temperatura per limitare la carica batterica dei cibi, pezzi di mozzarella addentati a pranzo e nuovamente serviti a cena, residui di cibo e grassi riutilizzati per l'alimentazione tramite sondino per chi non era in condizione di mangiare autonomamente". Sintetizzato dagli inquirenti: "nella gravità criminale di comportamenti ai danni di malati, anziani e bambini".

A seguito di articolate indagini della Procura della Repubblica di Benevento, dunque, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, guidato dal colonnello Luigi Migliozzi, ha eseguito perquisizioni locali e un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta dell’autorità inquirente, dal Tribunale di Benevento su beni (mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie) del valore di oltre un milione di euro. Tra l'altro automobili, quote societarie in imprese di Avellino e Benevento, quindici conti correnti e un fondo pensione.

Le perquisizioni e il sequestro sono stati eseguiti nei confronti di due beneventane, rispettivamente gestore di fatto (Rossana Porcelli) e amministratore (Mariarosaria Favino) di una società con sede operativa nella zona industriale di Benevento (Ponte Valentino), la Ristorò, e operante nel settore della ristorazione, che si era aggiudicata gare di appalto indette dal Comune e dall’ASL del capoluogo sannita.

Il provvedimento scaturisce dalle attività investigative effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento in esito alle quali è stata contestata alle due indagate la frode in pubbliche forniture e la truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, in relazione a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie ASL di Benevento e provincia".

Insomma, la Guardia di Finanza ha accertato "un disegno criminoso finalizzato ad aumentare i guadagni d'impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale.

Nello specifico, è emerso un sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, finanche addentato e non consumato del tutto, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie i quali, in più occasioni, constatato che la pietanza fosse immangiabile, si rifiutavano di consumarla".

"Un ulteriore aspetto che denota la gravità delle azioni poste in essere - ha specificato il procuratore Conzo - concerne l’utilizzo anche di grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a soggetti che si alimentavano con il sondino.

Le condotte descritte erano attuate nella totale noncuranza che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi categorie di soggetti deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti".

Conzo ha anche rimarcato il ruolo positivo svolto dall'informazione e "da chi ha coraggiosamente denunciato il tutto", fondamentale anche la collaborazione dei dipendenti della ditta e di chi lavorava nelle strutture dell'Asl e nelle scuole.

Gli inquirenti hanno "per ora accertato tutto il possibile" ma le indagini stanno continuando, anche relativamente a chi doveva controllare l'espletamento del servizio e non l'ha fatto, consentendo il perdurare di questo terribile quadro.

Il procuratore Conzo ha anche specificato che non si è proceduto verso gli indagati con misure cautelari personali perché chi compie questi reati tiene maggiormente non alla libertà personale ma al patrimonio.

Ai giornalisti che hanno chiesto in merito, gli inquirenti hanno risposto che il centro di cottura ex Ristorò di ponte Valentino, tuttora utilizzato - dalla Quadrelle 2001 - per il servizio di mensa scolastica a Benevento, non ha limiti che ne impediscono la funzionalità. Pertanto il servizio mensa partito con grave ritardo ieri, gestito dalla Quadrelle 2001, potrà continuare a funzionare: "Non era la struttura il problema ma cosa e come si cucinava quando la gestiva la Ristorò".
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Non aggiungiamo in questa sede il commento, per ora: lo sdegno e la preoccupazione per la salute dei malcapitati non possono che sorgere spontanei. Come la rabbia anche per coloro che dovevano controllare e non l'hanno fatto o che hanno continuato a rassicurare le famiglie, per mesi, dopo che le denunce e i dossier erano stati presentati e diffusi, con il relativo allarme. Un'altra delle peggiori pagine della storia di Benevento e del Sannio è stata scritta, sulla pelle dei bambini, degli anziani e dei malati.
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Per chi volesse rinfrscare la memoria, di seguito i link solo di qualche articolo tra i tanti, tutti rinvenibili su questo giornale cliccando "mensa " nella sezione "Cerca".

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