Lettere dalla prigionia: presentato il libro di Giuseppe De Lorenzo

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Da sinistra: Menna, De Lorenzo, Fuccio e Pedicini
Da sinistra: Menna, De Lorenzo, Fuccio e Pedicini

E' stato presentato nel bar 14/B, al Viale Atlantici di Benevento, l'ultimo libro di Giuseppe De Lorenzo dal titolo: "Lettere di un prigioniero di guerra, mio padre", per le edizioni Araba Fenice, pubblicato con il patrocinio morale della Provincia di Benevento. Presente l'autore, l'incontro è stato introdotto da Bruno Menna, giornalista e ricercatore di storia locale che ha illustrato il volume e l'importanza della materia trattata. Ha letto qualche brano dalle 103 lettere (delle 112 edite) che Giovanni De Lorenzo (padre dell'autore) scrisse alla sua fidanzata e poi moglie, durante la seconda guerra mondiale, in un lasso di tempo che va dal 20 luglio 1941 al 10 luglio 1945, un mese prima di fare ritorno a Benevento.

Giuseppe (Peppino) De Lorenzo, medico e a lungo direttore del Servizio Psichiatrico dell'ASL sannita, nonché giornalista, scrittore e politico (prima come consigliere di opposizione e quindi assessore comunale), ha rapidamente spiegato la genesi, casuale, del libro e ne ha reso noto, tra vari, il motivo principale: quello di far emergere anche da quel privato carteggio l'assurdità e l'inutilità della guerra, coi dolori che comporta, anche per chi ha avuto la somma fortuna di ritornare vivo a casa.

Sono poi intervenuti, anche il giornalista e scrittore, già provveditore e politico, Mario Pedicini che ha brevemente tratteggiato la figura di Giovanni De Lorenzo, diventato poi, al rentro in patria, docente di Matematica al Liceo Scientifico Rummo di Benevento, leggendo a sua volta un brano di una lettera. Ha concluso, Giovanni Fuccio, presidente dell'Assostampa Sannita e prossimo editore, per i tipi di Realtà Sannita, di Peppino De Lorenzo, annunciando per l'anno prossimo un libro sui suoi quarant'anni trascorsi da medico nel reparto di Psichiatria.

Un libro dunque che, ancor prima di averlo letto, si presenta interessante non solo per il suo contenuto sopra accennato, ma anche per gli spaccati della vita nella Benevento di allora, in quel tragico periodo, che possono emergere, arricchendo la conoscenza della storia locale. Quasi tutte le lettere, infatti, oltre a esssere state trascritte nel volume sono state fotografate e quindi appaiono in originale.