Funzionano le Streghe in luce per il Natale, soprattutto per l'Arco Traiano e la Chiesa di Santa Sofia. Ma anche l'albero fa la sua figura

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Si potrà dir tutto, e in effetti lo si è detto, anche a chiare lettere qui al Vaglio: l'aria natalizia resa respirabile a suon di luci e festicciole, ricchi premi e cotillon, dall'amministrazione Mastella ha una sua funzione, in senso lato, 'politica'. Parla alla pancia della gente, ha un costo per la comunità in tempi umoralmente (e non solo) grami, è imbevuta di 'piacioneria', nasce per una diretta competizione con le brutture e gli azzardi del recente passato anche in questo campo ludico, possiede un naturale tocco di ambiguità, sintetizza i principi del prevalere del divertimento sul grigiore e l'austerità dei tempi, sposa la filosofia del pensiero libero (da preoccupazioni), pare una parte essenziale (la più essenziale) dell'avvio del programma di mandato del nuovo sindaco e della compagnia che lo circonda: leggerezza e fiducia nel presente.

E' - insomma - la più classica delle armi di distrazione di massa.

Ma se isoliamo la distrazione dal contesto, è onesto riconoscere che il profluvio di luci accese sulle ombre cittadine ha raggiunto l'obiettivo, conseguito lo scopo della promozione, ottenuto un innegabile successo di pubblico.

Si parte dall'idea di dare maggiore dignità ad Arco di Traiano e Chiesa di Santa Sofia: nulla più che un bel fascio d'attenzione notturna. Alla quale il culturalismo del recente passato mai aveva pensato, ripiegato sulle sue ambizioni di futuro senza alcuna radice. E tanto paiono rifulgere, quelle antiche pietre, così danno da pensare per il loro avvenire, dopo il riuscito primo passo: isolamento dell'Arco e valorizzazione (reale) dell'area Unesco sono monumenti da opporre allo sciupio quotidiano.

In una fine d'anno nel quale fra le varie realtà cittadine della Penisola ci si combatte a suon di alberi "firmati", illuminati e/o controversi, anche quello di Benevento si candida a simbolo del Natale 2016, primo dell'era Mastella. Per dirla come nei tempi passati, le "luminarie" fondano, sublimandosi nella verticalità della 'trivella' capovolta in piazza IV Novembre, sullo stupore - delle frotte dei bambini, che muove il compiacimento genitoriale - e la conseguente semplicità d'allestimento, che non toglie profondità al progetto.

Le Streghe in luce, insomma, e il corollario di appuntamenti avviato nel giorno dell'Immacolata, centrano il bersaglio: migliaia di persone in strada a scandire ad ogni difficile passo (nel districarsi fra la folla...) la malia mastelliana. Le luminarie centrali del Corso Garibaldi e di Via Traiano non convincono del tutto, invero, i fasci di luci della Torre civica e della chiesa in Piazza Matteotti sicuramente molto di più. Si è tolta luce attorno per farli risaltare nell'area Unisco, una scelta, che dato il contorno più raccolto, è apparsa ancora più felice per l'Arco di Traiano che emerge dal buio imponente..

E poi, però, c'è la politica, ma questa è un'altra storia.